Mi guardano come fossi un alieno
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Curiosa poesia dove, in un andamento onirico oltre i limiti dell'assurdo, viene rappresentato un ondeggiante modo di servirsi al bar da parte degli avventori, taluni che mangiano la merda, mentre altri invece, beati loro, gustano il cappuccino. Naturalmene chi mangia la merda siamo noi e chi invece gusta il cappuccino è soltanto l'autore dell'elaborato. Una poesia onirica dell'assurdo scritta con una piacevole (per il lettore che ha ormai digerito la roba che gli è stata fatta mangiare in precedenza) procedura, scritta con una rabbia... e una voracità che non riesce a nascondere l'ironia. Come, del resto, mi pare sia nelle intenzioni dell'autore.
Una prosa camuffata da poesia attraverso l'uso meldestro di grottesche rime. Un testo che racchiude tutta una serie di preconcetti e a chi legge rimanda solo rancore e alienazione. PS.: ma chi sono gli autori che decidono quale debba essere il testo del giorno o del mese...: °
...certo... volare non è per tutti... non per chi somiglia a certi frequentatori di certi bar... chi non vola... forse non si guarda nemmeno allo specchio... e tiene la testa china a elargire prosaiche note sul registro... dimenticando la misura... di sé e del buongusto... ...l'autore di questa Poesia... mi perdonerà questo grottesco commento...

