E tu mi rispondevi: le più belle!
Cadono dagli occhi lacrime solitarie
goccia a goccia silenziosamente
pronunciano
il tuo nome, il mio nome.
Scivolano calde come le tue prime mani
ma sono carezze d'addio
che scavano solchi profondi nella notte
dividendo le stelle,
Le tue.
Le mie.
Domani mattina mi sveglierò tutto nuovo,
ora per ora quasi allegramente
mi asciugheranno gli occhi piccole scintille
e bianche nuvole.
Adesso ormai è quasi maggio,
le giornate sono azzurre
e nei giardini sbocciano le prime rose
che ricordano quando ti chiedevo,
tra vanità e gioco,
quali tra tutte somigliano a noi...
(E tu mi rispondevi...)
Oggi, le più belle,
sono le più tristi.
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Commenti (4)
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Danielinagranata18 marzo 2009
Da leggere piano in tutta la sua bellezza e struggente malinconia da conservare Luca sei sempre più bravo e io difficilmente sbaglio
G
Gabriella Cantoni18 marzo 2009
E ognuno dei due ha il suo cielo, la sua primavera... E la primavera si spacca in due per darsi ad ognuno d'essi... E metà primavera è quasi inverno... Stupendi versi che sento profondamente
Frammento18 marzo 2009
...cresceranno nuove rose se il giardino verrà curato, e magari non saranno più belle, magari avranno lo stesso numero di petali, ma avranno di certo un nuovo profumo... Bellissima
Antonella Bonaffini19 marzo 2009
E di una bellezza tenera e disarmante... Quindi mi fermo. Apprezzatissima.


