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Riflessioni 27 marzo 2009 · lettura 1 min · 2615 letture

Cimitero dei Sogni

Azar Rudif 263 poesie pubblicate
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Giunge sull'ali dell'ippogrifo vision d'incubo che solo sorvol'alto il falco. È nell'ombra lunare discendi volo tra gli alti fusti puntuti e neri a veder il chiarore di marmoreo loco ove l'ippogrifo indicò degli uomini il viale dei sogni perduti . E in volo ne vedi lapidi e marmi con iscritti i sogni defunti di una razza nata morta. Hic iacet somnium: Della gaia e suprema scienza che tutto volle conoscere e dell'uomo che volle il suo piè più veloce del vento correre. Della sete di potere che tutto portò a conquistare e dell'uomo che vollè l'eternità di glorie e di umane vite. Dell'annullarsi nella ricerca del proprio Dio e dell'uomo che tutto disse dell'Unico che Solo potrà dire. Della presunzione di essere e diventare come Dio e dell'uomo che disse: Io sono Dio. E il falco tornò su nei cieli dell'ippogrifo mentre un angelo e un demone attendevano nel marmoreo loco il prossimo sogno.
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LA vanità umana non si accorge di nascere morta

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Azar Rudif
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Commenti (3)

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Cuccu Anna Maria12 aprile 2009

Fu la vanità umana la causa prima del nostro errare sofferenti per il mondo. Fu la causa prima della fine dell'immortalità per cui morir ci tocca riempiendo i cimiteri di marmoree lapidi. Giacere ci tocca infine e senza sogni. Solo il falco finché vola alto può ritenersi il più libero degli esseri viventi. Stupenda.

Giorgia Spurio10 novembre 2009

già il titolo è terribilmente accattivante. la poesia si apre con una figura mitologica, l'ippogrifo, mostro o semplice falco, esso è entrambi, e su di esso arrivano visione e incubo. la struttura della poesia mi piace molto, sembra il racconto di una leggenda ma il tutto è allegoria della vita e delle paure che perseguitano il cuore umano. ogni verso apre immagini di luoghi suggestivi, sembra di camminare per quel "viale dei sogni perduti",l'ippogrifo ha indicato anche la mia anima tra quegli uomini. in questo cimitero giacciono i sogni: giacciono i desideri più reconditi, più meschini e più veri, sogni buoni e sogni cattivi. e gli ultimi versi sono come "il colpo di grazia", tagliano in due "il sogno"con la falce. "il sogno, desiderio della vanità umana". è veramente stupenda capolavoro

Rosy Marchettini10 novembre 2009

Versi che trascinano il lettore in un vortice dal quale non si vuole uscire, versi che riproducono echi di uomini antichi, già stati... forse ritornati Vita, vita vera... marmo freddo che copre corpi... Vola alto il falco indicando la strada da seguire ma solo i ciechi riusciranno a seguirlo, chi ha occhi vede solo se stesso... Applausi, Azar, da questo grande teatro Magica e stupenda poesia