Ruggero, il pirata di Dio
Azar Rudif
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Eran di vento
le ali del falco
che gli artigli avea miti
sul forte braccio di quei
che ti generò.
Eran di vento
le vele del gran falco
che scia lasciava deciso
sul mare nostro che
ovunque ti portò.
E mentre l’umano appoggio
del real falco seguiva
lo Stupor del mondo,
il tuo sguardo seguiva
le lontane vele che dal mar
portavan un nuovo mondo.
Destino ti volle mozzo
sotto la vela dalla rossa croce.
E tu volesti prima esser fratel
di tal causa servente
e poi destino di colei che
non per l’aere concavo
come falco del falconiere
lasciava scia
ma per quello convesso
dell’acqueo mondo.
E guida del gran falco
accreditasti credenti
ritornanti indietro.
Fino all’ignobile accusa
di predator del tempio.
E pirata
difensor di re e di popoli
su quei mari fosti
ove correva la tua flotta
temuta e fuggita da tutti.
Correva l’anno 1305,
anno in cui non corsero
più i tuoi 37.
Fermati da vile pugnalator
di spalle.
©
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Eran di vento le ali di Ruggero... libere (poeta per te zaza)
Commenti (1)
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Cuccu Anna Maria12 aprile 2009
Una stupenda e tragica storia che riporta alla memoria le leggende medioevali. Intensa e ricca di pathos. Stupenda.

