Incertezze labili

Ho inseguito
sagome inutili
in ombrosi rifugi,
cigolanti porte
in sogni segreti,
con smanie d'oblio
e rimpianti celati.
Ho preteso città senza corpi,
dove resta l'estro all'amore,
asperso di delicate pulsioni
e sconsiderati slanci.
Laddove si spegne il silenzio
ho lasciato il rimpianto,
privo d'ogni quiete.
Ho capito che nessun luogo
è più caldo di un sospiro,
che il solo nascondere,
mi rende effimero.
©
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