Il fantoccio e l'entreneuse

Gli chiese di donarle la novella
ché la sua mano
poté lisciargli il mento
E no che non fu lui
ad offrirle da bere
quando lasciò stillare
quel tanto che la fata gl'implorava
Ti sarò bella
e ti farò sognare
ti stordirò di me
- tra le fasulle stelle che concerto -
e tu poserai il piede sopra un sogno
Questo farò di te
per te
a te che ridi beato d'innocenza
E le donò novella
amico di un'illusa concretezza
Ebbe mattoni e malta
a edificarsi l'angelo
che volle riconoscere
tra i venti di girandola...
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L'autore
Melarea
Commenti (2)
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Antonella Bonaffini8 aprile 2009
Versi dall'esposizione originale ma profonda... Che dire? Per me è smplicemente fantastica.
Marco Canonico Baca81759 aprile 2009
Molto bella, c'è tanto da scoprire, è equilibrata e con un senso di magico è poesia. Affascinato.


