D O G M A (poesia senza amore né morte)
Ho un fucile afghano
una canna nera lucida di fumo
sparo al primo Dogma, al primo specchio,
e colla mira verde d'un fanciullo
ascolto un tonfo di pachiderma
diffondersi al di sotto dei miei piedi
tra i fili d'erba.
Perdinci stanotte nel vetro vuoto della Luna
affogherò il tuo sorriso nella più astemia rima:
Com'è strana la fata turchina quando ubriaca
scrive sulla sabbia che non mi ami,
e tra le righe delle onde
si diverte a leggermi una favola che parla
di un principe che ritrova il suo amore
per strada
i gatti sono tutti impazziti e negli occhi
hanno numeri azzeccati e vagamente indovini.
Però soli, come insetti siamo qui a ripeterci
Eppure, così semplici,
Io & Te
DUE
Siamo unici
Oppure lontanissimi
La barca di contrabbando naufraga a terra
con la chiglia di sogno sfondata,
il cielo è una lavagna nera e vuota
Se
domani mi sveglio al Sole
senza te
Vicinissimi
adesso
come Me e Me.
©
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