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Amore 15 aprile 2009 · lettura 1 min · 5482 letture

Quel che resta di te

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Grandesempre Giorgio 134 poesie pubblicate
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Brilla forte stanotte sopra di me, su milioni di case e strade vuote, sibila il vento su storie inutili, lontano ascolto morire un sospiro, illudo il pensiero e niente resta. Negli occhi miei, nei giorni miei nel profumo che sboccia ad aprile, nei cieli stellati di sere d'estate, tra fogli sparsi e foto dimenticate, nei sorrisi felici e nelle lacrime non ci sarai tu a farmi compagnia. Mentre brilli sopra i sogni miei lasci scie di silenzio nell'ombra accarezzi ogni sfumatura di cielo, come nuvola leggera al tramonto, mentre scende indifferente la sera, mi chiedo spesso se ancora mi cerchi, ma forse svanisci in questa notte, come chi amavo svanì senza traccia in un cielo azzurro di settembre. Di te restano forse solo i giorni, quelli che ancora voglio tenermi il resto lo sai, ma l'hai dimenticato. Siamo solo leggeri respiri di stelle, vittime innocenti dei nostri sogni incastrati come diamanti nei ricordi.
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Commenti (5)

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Tommaso Giorgio15 aprile 2009

il dolore malcelato offre il piacevole effetto della carenza d'affetto. Bello il finale sull'autolesionismo dei sogni.

Rosa Leone15 aprile 2009

note di nostalgia in questi versi incatenano la mente dentro i ricordi... ma il giorno nasce da un'alba nuova e i sogni della notte lasciano solo scie nell'anima che con il tempo s'affievoliscono... ma non muoiono... molto intensa, piaciuta molto

Marco La Rosa15 aprile 2009

Poesia delicata che scivola via leggendola. Apprezzata nel suo intero.

Rita Minniti16 aprile 2009

Poesia di infinita bellezza, struggente, dove il ricordo di un amore finito, riaffiora tristemente lasciando nel cuore tanta amarezza. Versi che trasudano di forte malinconia, mentre gli occhi dell'anima guardano ad un passato che si è disperso nel cielo di settembre e che, se anche potrà sbiadirsi, mai si dimenticherà.

C
Chiara848 maggio 2009

La luna... la luce di essa che illumina una città silente. E la notte... tra i suoi sussuri... non fa altro, come un telecomando, che riaccendere un vecchio televisore in bianco e nero. E quando si torna a casa, lontano da amici che non conoscono, musica che assordante ti evita di pensare e alcool che ti libera dalla frustrazione... tutto ritorna e tutto manca!