La Ballata di Vincenzo
Mi chiamavo Vincenzo
E scusate il disturbo,
ma ho lasciato a terra
due figli e una moglie:
e il prezzo caro di
cogliere
un paio di stelle
in un mazzo di foglie.
Un Venerdì incontrai la Sorte
Così nuda di vita, così triste di morte
E fu così a capo chino che scoprii che il momento
È ancor più triste se non sai l'appuntamento
se scritto di niente da un giorno non mio
nessuna traccia sul mio taccuino,
ma inciso in quello di Dio.
Per tutto il Paese io ero solo Cenzino,
e d'inverno svegliavo il sole per fare il postino.
Ora dormo senza sonno
Aspettando che voi mi veniate in sogno
Passo fra di voi come un viandante
Con lo stesso odore del diamante
Non chiedetemi il prezzo della morte,
né lo sconto per le doglie.
Un venerdì incontrai la sorte
Per strapparmi a due figli e mia moglie.
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Commenti (3)
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Amara21 aprile 2009
...in un sapore che ricorda 'spoon river'... davvero bella...
B
Biondi Fernando21 aprile 2009
la morte che viene così all'improvviso, a strapparti alla vita ed ai tuoi cari, poeia triste ma molto ben scritta
Rosaria Barbarinaldi22 aprile 2009
bella poesia,... mi sono commossa leggendola, ben scritta...

