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Spirituali 29 aprile 2009 · lettura 2 min · 6664 letture

La Gotica Silente

Azar Rudif 263 poesie pubblicate
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Nella pulviscola foschia più alte parean le sacre volte della gotica possente, Senza fine il susseguirsi delle salde oranti colonne. Come solida colonna, unico fascio di luce dalle alte colorate vetrate d'Oriente, attraverso l'immenso aere della gotica silente, al freddo e scolpito suolo. Suolo di scritte lastre, ora eclisse d'Antichi. Artefici di mirabili eventi e antichi frastuoni ora muti nella silenziosa memoria. Suolo, origine di silenziose invocazioni, a mute statue avanti tremuli ceri. Improvviso, possente, vibrante suono delle cannule alte. Inonda furente le vastità oscure delle navate. Scuote come tempesta le colonne inarcate. Dall'alto sito alle irraggiungibili volte che or paiono alla vista sgombre. E giù come cascata a scuotere il lastricato funereo suolo, a risvegliar gli Antichi. E via fino ai tetri e ascosti sotterranei ancor custodi del segreto edìfico. Dall'alta canna vanno armonici all'opposto sito, vengono contro, tornano dovunque e ritornano in eterno. Ed infin rapitor d'animo d'inconsapevole ascoltatore. Ghermito e trascinato dalle armoniose spire ad inondare ogni cosa ed ogni luogo. Dal matereo loco all'essenza generatrice del Tutto, fin nel Nulla. Improvviso e fulmineo il Silenzio ed ancor le possenti gotiche forme. Fuori l'alta volta cerulea corsa dal principio di luce. Sotto miseri esseri persi in mille inezie artefici d'ogni loro sventura. Persi in mille pensieri senza principio senza conclusione. E, lì avanti, l'alte pietre ben radiche all'errante sfera, nostro rifugio. Imprigionati in essa gli urlanti demoni sconfitti. E ancora in alto solidi contrafforti si lanciano ancora piu su fino a rinchiudere l'ultimo urlo degli spiriti ribelli nella muta e dura pietra. E la misera razza è ancora là avanti, smarrita e dispersa in se stessa. O Gotica, dall'estatico rapitor suono, ove ascondi i tuoi distruttivi moventi? Ove il segreto della maestosa solennità del tuo innalzarsi? Ove, impetuosa e veemente, miri? Ove?
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Deficata alla chiesa (St. Eustache di Parigi) che ha visto il mio passaggio da agnostico a credente in un Dio al di sopra di qualunque religione

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Azar Rudif
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Commenti (5)

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Una dedica dal sapore intenso... per una chiesa che sicuramente, per la sua maestosità, invita a molteplici riflessioni... Una ricerca dell'uomo d'esaltare chi o cosa? Colui che ogni uomo dovrebbe invocare non ha certo bisogno di Templi fatti con mani... altisonanti, superbi, stupendi, ma privi del vero valore che ogni uomo dovrebbe avere insito nel proprio cuore... Molto apprezzata la stesura di questi versi che divengono vivido quadro... Così ho voluto commentarla...

Marco La Rosa29 aprile 2009

Ho visto quella chiesa ed apprezzo i tuoi versi ben elaborati e degni di nota per la loro ricercatezza. Apprezzata.

Antonella Bonaffini29 aprile 2009

Versi ben elaborati che nonostante la lunghezza scorrono piacevoli... Letta con molto interesse ed anche se non conosco la Chiesa di cui parli, grazie, l'ho molto apprezzata!

Danielinagranata29 aprile 2009

Con questi splendidi versi mi hai riportata indietro di qualche anno fa quando varcavo la soglia di una delle pù grandi e belle chiese di Parigi Saint Eustache versi profondi che mi sono piaciuti molto da conservare

Rasimaco29 aprile 2009

ho letto con grande piacere questi versi dedicati... e sempre con piacere mi permetto di esprimere un vivo apprezzamento all'autore di versi cosi belli e ben curati...