Resto con me
Azar Rudif
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Son quel che mi pare
quando alcun c'è
che di comprarmi tenta.
Mi vesto a festa e
d'animo altero mi giro
per le strade vostre
buie e nauseanti
che sono,
ogni qualvolta
dei pensieri vostri
devo dar sentenza.
Siam uguali in pazienza
siam come la morte
che dalle sponde del fiume
passar vi attende
come corpi ormai
d'orgoglio spogli e vuoti.
E intanto le vostre anime
ancor bussano e spingono
alla mia serrata porta,
ove non più son io.
Non serve bussar
ove ad aprir vi saranno
anime dannate e
voragini urlanti.
Se un altro mondo volete
non bussate,
ma a sfiorar il nulla,
che invisibil vi circonda
e orribil vi pare,
tentate.
E mi da il sorriso
il vostro sorprendersi
con occhi allucinati
e sospiri di meraviglia,
al mio apparire.
Ma non sfioratemi,
le bianche vesti
a sporcar son facili
e meglio sarà
lontano starmi
quando il mio animo
vendicativo giudicate.
Che di tal stirpe s'è annoiato,
chi fa clemenza ai buoni
e dei cattivi lascia al tempo
decider del destino loro.
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L'autore
Azar Rudif
Commenti (3)
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Gaia22 Tiziana Porcelli7 maggio 2009
Che dire... una vera e propria ribellione in questi versi... oserei dire anche un pungolo per chi legge per aiutarlo a ragionare... Dietro queste parole ci sono tante amarezze tante prese di posizione che forse ognuno nella vita, in determinate circostanza, vorrebbe poter prendere... basterebbe averne il coraggio... Così ho voluto leggerla...
Antonella Bonaffini7 maggio 2009
Una ribellione aperta in versi che si lasciano ben gustare! Splendida...
Rasimaco7 maggio 2009
originale indubbiamente ma canta a chiare note un profondo rigetto verso atteggiamenti e prese di posizione... amarezza? forse! disprezzo? sicuramente tanto... almeno queste sono le sensazioni da me rilevate. molto bella e spontanea!



