D e i c i e l i
Nei tuoi occhi
l'ombra pesante della pena
corre lieve con le nuvole
in discese di luce
nascente
sui prati.
il dolore
intagliò le tue labbra
sfogliando trucioli
dorati
per intarsiare nel bel ciliegio
l'infinito
tuo sorriso
Così
ogni lacrima
che in secchi d'acqua nera
trasportasti
in pesi di lunghi giorni
sulle spalle minute
dal pozzo profondo
e buio
fino al cuore
più tuo
rende oggi leggero
il tuo passo,
luminosa e giusta
la tua voce.
E dei cieli
è la tua mano
quando stelle
fai brillare
mostrando i palmi
E non,
dei lunghi,
invisibili chiodi,
le cicatrici.
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Commenti (3)
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Carlo Fracassi9 maggio 2009
Più che riflessione la chiamerei introspezione mistico religiosa dai versi nobili, suscitanti immagini che s'attagliano alla figura del Cristo.
Frammento9 maggio 2009
...è profonda ed io non so capire se siano parole di rinascita... Ma è bella, tanto
Antonella Bonaffini10 maggio 2009
Versi molto profondi, una sorta di estrapolazione del dolore terreno che l'autore parlando della sua mamma, con grande dolore riporta a quei chiodi ed a quelle stesse pene patite dal Cristo... splendida.


