La cara madre e il figlio crudele
Una madre generò un bimbo crudele
dagli occhi di fango, il cuore di fiele
ma lei lo amò, perché era suo figlio
come il fiore più raro, il candido giglio.
Lei lo educò senza viziarlo, senza sbagliare
ma già da piccolo a lui piaceva il male
odiava la scuola, odiava chi gli stava intorno
e preferiva la notte rispetto al giorno.
E quando il bimbo divenne uomo
divenne un furfante, un poco di buono
amava il gioco, l'alcool, le risse
e sua madre sperava rinsavisse.
E quando la gente parlava male
lei era pronta persino a negare,
ma gli additava la retta via
e lui rideva della sua litania.
Ma lui sentiva, pur sazio di vita
che qualcosa sfuggiva dalle sue dita
sentiva fuggire la sua gioventù,
l'unica preda che non aveva più
e allora pianse lacrime amare,
chiese aiuto alle forze del male
e il Diavolo sorse soddisfatto
e gli propose il seguente patto:
"Caro ragazzo, cosa vuoi io lo so già
tu vuoi l'eterno, l'immortalità
ed io, se vuoi, ti sazierò
ma alla condizione che ti detterò:
portami il cuore di chi sai tu,
della persona che ami di più,
quando il suo cuore sarà solo mio
vivrai in eterno, senza l'oblio!"
E lui pensò per un giorno intero
a chi avesse amato davvero,
pensò alle donne che aveva avuto,
alle esperienze che aveva vissuto
ma per nessuna aveva provato
un amore vero, incondizionato;
non sapendo chi sacrificare,
decise infine di rinunciare
ma poi, d'un tratto, nella sua mente
un'immagine chiara, risplendente
occupò tutto il suo pensiero:
era la donna che amava davvero!
La cara madre, che l'aveva cresciuto
cui spesso oppose il suo rifiuto
ma in fondo al cuore, non lo negava
era la sola, la sola che amava.
Così ridendo corse da lei
e lei gridò: "Finalmente ci sei!
Ho tanto atteso questo ritorno,
ho pregato per te ogni giorno"
"Madre!" balbettò, "se sono qui
è per una cosa, un po'... così".
Lei lo interruppe: "Non continuare,
so molto bene che devi fare.
Non proseguire con questo tormento,
le tue intenzioni le leggo dentro
ma non ho riso, ma non ho pianto
ti dico solo che ti amo tanto".
Il mare grigio, il cielo nero
nubi di cenere come un velo
ma, tra le nubi, tra quel torpore
si fece strada un raggio di sole.
Corre dal Diavolo con le mani unite
in cui celava ciò che promise,
quello sorride: "Dammi il tuo dono
e farò di te il più grande uomo".
Lui celava una pietra disadorna,
gliela scaglia in mezzo alle corna:
quello barcolla, già un po' malfermo
e poi sprofonda giù, nell'Inferno.
È stupido dire che sia tutto uguale,
che nella vita non si possa cambiare
pure un furfante, il più meschino
può diventare un altro uomo.
Anche il bruto nasconde l'artiglio
quando scopre di essere figlio,
ma d'una madre che lo sappia amare
di fronte al bene e di fronte al male.
©
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Commenti (1)
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V
Vera Bianchini10 maggio 2009
E' bellissima questa storia e è bello anche il ritmo di dolce ballata. Potresti mantenere la rima anche negli ultimi versi sostituendo alla parola "uomo" "bambino", naturalmente aggiustando un po'.