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Famiglia 10 maggio 2009 · lettura 1 min · 3645 letture

Il fiore del mio sangue

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Orma Detruria 416 poesie pubblicate
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Ma lei non rispose lanciò un ultimo sguardo e si volse non voleva guardarmi e morire e lo sentii entrare sottopelle l'ago interminabile che man mano si faceva lama di coltello arroventata scendere freddo acuto qual rimprovero è una scossa che risveglia ogn'or la solitudine di sasso io l'ho saputa mamma la morte nelle tue preghiere nella guerra lontana raccontata come fosse fiaba del potere macellaio che straziava gli uomini padri e figli passati al fucile davanti ai tuoi occhi manifesti di fame e dolore vorrei essere bimba seduta a giocare manina alla mano com'ho fatto sempre ché col passo sordo s'avvicina nel forse il mio inverno al corpo e alla mente sentinelle sformate dal tempo addormentami ora la testa sul seno o sul grembo di nero velluto allunga il tuo braccio accarezzami ancora mamma ti prego
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Commenti (10)

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Anna Maria Obadon10 maggio 2009

Madri forgiate dalle sofferenze della guerra, dal dolore che ne hanno fatto donne dignitose anche nel momento della morte. Desiderio sempre più forte, con il trascorrere degli anni, di poter poggiare la testa sopra le loro ginocchia e sentirsi "figlie" amate. Piaciuta moltissimo.

Lina Maria Cino10 maggio 2009

Resto senza parole! commossa per la richiesta di tenerezza materna, un applauso e una carezza

Antonella Poleti10 maggio 2009

i tuoi versi mi hanno lasciata senza parole... credo che non ci siano ...solo brividi lungo la schiena ed un nodo alla gola. Trovo la chiusa... superlativa

Azar Rudif10 maggio 2009

Immagini troppo forti e belle che non mi permettono di aggiungere altre parole, mi limito a conservarla

Gesuino Curreli10 maggio 2009

L'amore e il dolore per una madre che ci lascia, oggi, con il tempo che avanza anche per me, credo che abbia un'infinità di metafore per poetr essere espresso, e qui diventa, sottilmente e irrefrenabile, dapprima ago, poi lama di coltello che s'infila sottopelle e corre lungo le carni e il sangue. E qui mi fermo. Riprendo e sento vibrante e sconsolata la fredda solitudine del dopo, che il poeta evidenzia "...di sasso..." al risveglio dall'incredulità del destino compiuto. E' forte la nota posta sul sentirsi ancora orfani, nonostante l'età, e nonostante, come amaramente succede, altre perdite di forte impatto, di notevole coinvolgimento emotivo. L'essere orfani, non avere più la madre, é altra cosa, é altro dolore che, spremuto a dovere, offre altra e alta poesia.

mp47pasquino10 maggio 2009

opera che non poteva non essere, visto l'argomento, più amorevole, in questa, l'autrice frappone amore ed arte e piacevolmente pennella questo quadro che profuma di poesia, momenti di gioia e ricordi, sovrastati da timori e malinconia, tracciate striature di grigio su iride cromatico... splendida dedica alla Mamma. Letta ed apprezzata piacevolmente.

Carlo Fracassi10 maggio 2009

Non ho la fortuna di poter conservare i ricordi del mio affetto, perché affetto non c'è stato ma solo dolore nel veder lungamente agonizzare una vecchia donna. Dalla lettura dei versi desumo che la madre dell'autrice avesse la stessa età della mia e prendo a ricordo i suoi ricordi e i suoi sentimenti.

Berta Biagini10 maggio 2009

Quante volte desideriamo sentirsi avvolgere fra le sue braccia, ma sono solo desideri irrrealizzabili – forse solo provando a chiudere gli occhi potremo avere istanti sognati – ma poi, tutto finisce ed il dolore riappare. Molto molto sentita.

Rasimaco10 maggio 2009

quanti ricordi suscita in me questa poesia che scivola sull'anima con la sua malinconica nostalgia... quanto l'amor filiale si mostra ricco di dedizione e devozione! stupenda!

Paolo Eroli11 maggio 2009

poesia molto bella e di grandissima sensibilita', piaciuta moltissimo!