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Impressioni 21 maggio 2009 · lettura 2 min · 3044 letture

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Orma Detruria 416 poesie pubblicate
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La lucciola posata sulla pelle ha il mio stesso colore una luce appena vibrante che divide con me il palco della notte col respiro impacciato come il dubbio per gli uomini onesti siamo i primi candidati nelle robuste mani delle tenebre le frecce negli occhi e i pruni che nelle vene non sanno dove andare han sapore dolce e aspro di desideri da assaggiare fino all'ultima goccia senza dirne il nome senza muovere voce poi la pioggia di miele e di stelle accomiata la lucciola un contatto l'attrae e l'uccide oltre le foglie dormienti oltre la festa del maggio il silenzio che offende le ombre escono dal buio gli animali della notte scavalcano le barricate dell'umore lontana dal mondo degli occhi rantola anche la luna riflessa a malapena nel canale tumefatta di bruma posso vederla anche bendata sul viso di spintoni azzardati la mossa fiamme per questi piedi di legno senza palpitare di rancore piuttosto il sibilo d'una solitudine di rango dalla mia selva s'alza ogni notte un grido ch'assomiglia al mio quando terrificante la parata di simboli m'occhieggia e m'accompagna alla sorgente dei sogni dove l'anima nuda si stende poi inevitabilmente anche il corpo soggiace gli occhi rivolti a levante ad aspettare privi di lamento la guida girovaga del giorno
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Commenti (8)

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Marco La Rosa21 maggio 2009

Versi raffinati ed buona fattura non tradiscono il letttore attento. Buona la struttura ed il lessico. Aprezzata nella sua completezza.

mp47pasquino21 maggio 2009

Esco dal nessuno, come lucciola poso sulle righe rispettosa composizione, le frecce agli occhi qui son desideri da assaggiare tra rigo e rigo e composte strofe, piluccare gustando ad una ad una le parole, senza pretesa alcuna ma gentilmente pone qest'Orma di poetare... letta ed apprezzata piacevolmente.

Gesuino Curreli21 maggio 2009

Gli occhi si rivolgono a levante, quasi ad aspettare il nuovo giorno dopo che la notte... eh si, la notte e lunga! Ma voglio che mi giunga l'afflato di poesia che il tuo bel verso esala, poeta di rigore e di magia, ma non riscalda il senso come il sole che giunge, quando vuole, in ogni dove. Intanto io, girovago a ponente, mi appassiono a quella "solitudine di rango", ascolto nella selva il grido che si leva e piango finché non so perché assomiglia al tuo. La luna, la luna tua lo sa, vestita della bruma del canale dove si specchia e sale alto nella notte il suo splendore.

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Paolo Faccenda21 maggio 2009

Anche in questa poeia è la natura a dominare, con le sue metafore e immagini, dove l'autrice pare vivere senza confini quasi in simbiosi svegliandosi e addormentandosi con essa, una natura inquieta però appare, inquieta e notturna!

Paolo Eroli21 maggio 2009

una delle tue piu' belle poesie... ricca d'immagini e di emozioni! Veramente grande! veri!

Carlo Fracassi21 maggio 2009

Leggo tante suggestioni e tante immagini notturne di una solitudine che non s'acquieta col zoppicar del giorno che prelude ad un'altra notte di silenzioso tormento. Versi scritti con gran maestria!

Antonio Biancolillo21 maggio 2009

Poesia che nella sua ricchezza d'immagina si posa sul mio cuore nostalgico accompagnandolo alla ...sorgente dei sogni... E' stupenda.

Rasimaco22 maggio 2009

ricca d'immagini bella ed essenziale, scivola fluida posandosi sull'anima con il suo carico suggestivo impregnato di malinconica solitudine