La ballata della disperazione
E alfine giunsi nella vallata della disperazione
ove incontrastato regna dolore,
dove le porte sono chiuse ad ogni speranza d'amore.
E vi trovai tante cose: anime di morti venuti e mai risorti,
giunti chissà da dove, senza ormai vista ciechi non leggono più il cuore
che strappato fu loro da bugia menzogna o tradimento.
Oh che dolore inaudito vedere quelle anime!
Sorde ad ogni indicazione di una pur piccola soluzione
che strappi il loro petto dalla sofferenza eterna.
E quante altre cose vidi tra le anime viaggiare:
sogni di marinai partiti con belle speranze ormai affondate in mare,
e donne amanti e cortigiane ancora,
a cui promesse eran state fatte, di amore eterno e gioia
che poi non mantenute apriron le porte a morte e noia.
E vidi soldati partiti e mai tornati.
E madri vidi, ormai dai figli abbandonati
o perché morti o perché troppo lontani andati.
E vidi gente, che sol di notte scende,
e nella vallata di lacrime si abbandona
mentre di giorno canta, parendo spensierata, e ride e suona.
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