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Riflessioni 6 giugno 2009 · lettura 1 min · 2908 letture

Un miserabile rifugio

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Orma Detruria 416 poesie pubblicate
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La tempesta mi sorprese a metà della rotta quando tutto si spense e la lanterna rotolò via nella frattura del pavimento che cominciò a far acqua e sopra ali di pipistrelli le nubi feroci lasciavano la stretta del cielo per piovermi addosso ferite raccomandai la mia anima a un dio forse mi ascoltò la luna emigrata in un altro emisfero forse m'apprese una stella giunonica ed inviò il suo angelo ad annunciare quiete era occhio d'uragano smaltire la nebbia senza un sole ritrovare le porte senza capire la scelta è abbaglio e non vita come sempre devo uscire allo scoperto durante la buriana per lavare dall'anima il sangue dei miei graffi e quando dallo squarcio del cielo spunta un raggio devo rientrare a casa chiudere ogni ponte
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Commenti (12)

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Anna Maria Obadon6 giugno 2009

La vita ci sconquassa e ferisce: una specie di lotta contro i marosi spesso mare forza 9 L'unico rifugio sembra la nostra casa che ci offre un riparo anche se troppo spesso le sue pareti sembrano fatte di cartone, costituendo così un riparo precario: bella metafora della vita come sempre scritta (anzi dipinta) molto bene.

L
Lorenzo Crocetti6 giugno 2009

Una davvero "ottimistica" interpretazione della vita umana ci presenta questa poesia, sotto forma di metafora. Canto scritto bene, con immagini metaforiche incisive, in tutto inquadrato in una disperazione senza fine. E quando anche la casa si trova ad essere considerata un miserabile rifugio...

A

Un dubbio nell'ultima strofa... Tornare a casa perché quell'unico raggio è troppo caldo e fa male in tanto gelo? Chiudere ogni ponte affinché non possa fuggire? Penso vi sia una lotta, un volere e non, una ricerca cmq di pace: e chi non la vorrebbe! Ma queste sono soltanto impressioni personali e considerazioni che potrebbero allontanarsi dal pensiero dell'autrice... si sa, il commento è influenzato dal proprio vissuto! Il testo è articolato in strofe libere, con distacchi di pensiero e pause, che sottolineano la riflessione... di questi attimi... che sfuggono... Bella e piaciuta!

Antonio Biancolillo6 giugno 2009

...e all'improvviso, quando meno te lo aspetti, arriva ...quella tempesta... che tutti travolge... ttto riesce a cambiare... tutto risce a far diventare incerto... ed allora... solo la pace in quel miserabile rifugio... che anche se precario... può donare serenità... Molto bella e riflessiva.

Danielinagranata6 giugno 2009

Come scrive bene ORMA le sue poesie le vivi molto bella anche questa tua

Veleno6 giugno 2009

Uno splendido leggersi dentro... un susseguirsi di immagini... metafore di vita... calde, melanconiche colme di grande sensibilità nell'accogliere anima e pensiero. Splendida

Berta Biagini6 giugno 2009

Un titolo che farebbe pensare chissà a che cosa ed invece sono solo le nostre quattro mura che non potranno mai tradirci – almeno loro!.

Gesuino Curreli6 giugno 2009

Forse la luna in un altro emisfero ha udito il tuo pianto, ma, si sa, la vita non è solo dolore e non è solo chimera. Dopo il gelido inverno giunge la primavera ed il sole ristora amori che hanno vita assai breve, le ali della falena che volano e durano un giorno. Un passo, una pietra, e il mosaico si stende nella strada che cresce e si allunga, la vita continua e contiamo, trascorsi, gli anni che hanno una storia. Quella è la memoria che ci spinge e ci forgia verso i giorni a venire, ma davanti sta il sole, e lì la vita protende in un empito che la natura regala, come il virgulto che cresce, lasciando l'umida terra, stende al cielo le braccia, in cerca di luce, e abbandona la traccia del parto che l'humus tosto richiude.

Paolo Eroli6 giugno 2009

un lottare sempre acceso di mille bagliori... anche unpiccolo spazio, per quanto sicuro e difeso, deve arrendersi all'incedere della vita... bella metafora Bella poesia!

You Don’t Know Me6 giugno 2009

come sempre devo uscire allo scoperto per lavare dall'anima il sangue dei miei graffi... non ci sono corazze per difendersi da questa nostra vita...

P
Paolo Faccenda7 giugno 2009

Bella poesia, piena d'immagini analogie e varie metafore, anche se non sempre facili, in un lessico sempre pregevole, ben si legge e intuisce pluralità di significati, che forse non sono tutti intenzionali, ma che in poesia spesso si producono, proprio perché di poesia si tratta, per così dire all'insaputa del poeta in questo caso la poetessa nel creare stesso, comunque sottesi da uno stesso sentire malinconico!

Rasimaco7 giugno 2009

stupenda metafora quella che la poetessa, usa a simili metodi intepretativi delle intemperie della vita, ci propone in questi versi