Un miserabile rifugio
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La vita ci sconquassa e ferisce: una specie di lotta contro i marosi spesso mare forza 9 L'unico rifugio sembra la nostra casa che ci offre un riparo anche se troppo spesso le sue pareti sembrano fatte di cartone, costituendo così un riparo precario: bella metafora della vita come sempre scritta (anzi dipinta) molto bene.
Una davvero "ottimistica" interpretazione della vita umana ci presenta questa poesia, sotto forma di metafora. Canto scritto bene, con immagini metaforiche incisive, in tutto inquadrato in una disperazione senza fine. E quando anche la casa si trova ad essere considerata un miserabile rifugio...
Un dubbio nell'ultima strofa... Tornare a casa perché quell'unico raggio è troppo caldo e fa male in tanto gelo? Chiudere ogni ponte affinché non possa fuggire? Penso vi sia una lotta, un volere e non, una ricerca cmq di pace: e chi non la vorrebbe! Ma queste sono soltanto impressioni personali e considerazioni che potrebbero allontanarsi dal pensiero dell'autrice... si sa, il commento è influenzato dal proprio vissuto! Il testo è articolato in strofe libere, con distacchi di pensiero e pause, che sottolineano la riflessione... di questi attimi... che sfuggono... Bella e piaciuta!
...e all'improvviso, quando meno te lo aspetti, arriva ...quella tempesta... che tutti travolge... ttto riesce a cambiare... tutto risce a far diventare incerto... ed allora... solo la pace in quel miserabile rifugio... che anche se precario... può donare serenità... Molto bella e riflessiva.
Come scrive bene ORMA le sue poesie le vivi molto bella anche questa tua
Uno splendido leggersi dentro... un susseguirsi di immagini... metafore di vita... calde, melanconiche colme di grande sensibilità nell'accogliere anima e pensiero. Splendida
Un titolo che farebbe pensare chissà a che cosa ed invece sono solo le nostre quattro mura che non potranno mai tradirci – almeno loro!.
Forse la luna in un altro emisfero ha udito il tuo pianto, ma, si sa, la vita non è solo dolore e non è solo chimera. Dopo il gelido inverno giunge la primavera ed il sole ristora amori che hanno vita assai breve, le ali della falena che volano e durano un giorno. Un passo, una pietra, e il mosaico si stende nella strada che cresce e si allunga, la vita continua e contiamo, trascorsi, gli anni che hanno una storia. Quella è la memoria che ci spinge e ci forgia verso i giorni a venire, ma davanti sta il sole, e lì la vita protende in un empito che la natura regala, come il virgulto che cresce, lasciando l'umida terra, stende al cielo le braccia, in cerca di luce, e abbandona la traccia del parto che l'humus tosto richiude.
un lottare sempre acceso di mille bagliori... anche unpiccolo spazio, per quanto sicuro e difeso, deve arrendersi all'incedere della vita... bella metafora Bella poesia!
come sempre devo uscire allo scoperto per lavare dall'anima il sangue dei miei graffi... non ci sono corazze per difendersi da questa nostra vita...
Bella poesia, piena d'immagini analogie e varie metafore, anche se non sempre facili, in un lessico sempre pregevole, ben si legge e intuisce pluralità di significati, che forse non sono tutti intenzionali, ma che in poesia spesso si producono, proprio perché di poesia si tratta, per così dire all'insaputa del poeta in questo caso la poetessa nel creare stesso, comunque sottesi da uno stesso sentire malinconico!
stupenda metafora quella che la poetessa, usa a simili metodi intepretativi delle intemperie della vita, ci propone in questi versi








