Noi clandestini

Barconi
straripanti dei sogni di domani,
carrette amare
in fuga dalle disperazioni,
dal nulla
offerto loro a caro prezzo
da realtà mercenarie e infami,
della natìa misera culla
gli esiliati.
Speranze
miraggi d'illusioni
venduti alle peggiori condizioni,
in quei biglietti
costati più delle crociere,
accatastati
come vuoti a perdere
da rottamare.
Stremati
militi ignoti disarmati
senza più lacrime per dissetare i figli,
traghettati
dai vil Caronte
verso destini cui mutar colore,
se rie e furenti
non soverchieranno l'onde
i rifiutati.
Eppure eccoli
zavorra
d'un fiume inarrestabile
zattere
alla deriva dell'umanità,
pugni stretti e occhi bruciati
diseredati
vestiti di fetori
mendicar linfa vitale
all'altre sponde.
©
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L'autore
Kiaraluna
Scrivere è nel mio DNA ,ho iniziato da bambina,qualche decennio fa.... traballando,senza una reale mèta,ma solo con la maturità ho imboccato la strada che sento appartenermi e più ancora di recente ho scoperto che "leggersi" a vicenda arricchisce molto e , che per poter suscitare emozioni, bisogna per primi averne res
Commenti (2)
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Cuccu Anna Maria6 giugno 2009
Anche io ho scritto sul tema una poesia che ancora non ho postato, pensando a Caronte e allo Stige, perché simile a quel Dantesco viaggio è quello dei clandestini. Molto intensa, vivida e drammatica. Stupenda.
Antonella Bonaffini6 giugno 2009
Molto bella anche questa... belle immagini, minuziose descrizioni espresse con grande maestria poetica!


