Limiti

soffre pensoso l'incuria dell'uomo
il marmo contorto di un dio della guerra
alita il vento sui miei passi indecisi
su questo percorso intricato e difficile
non vedo risposte ai quesiti del tempo
rincorro alchimie che generano il caos
rimane il sogno di un lago surreale
che ospita equilibrio nel suo ventre.
abitato da giorni da spettri e fantasmi
animato da mesi da confusi contorni
annegato da tempo nel muschio del nord
legato da sempre ad incrollabili schemi
cerco le ceneri dei miei convincimenti
celebro la messa sull'altare dei dubbi
ascolto in silenzio i rumori della vita
rileggo piangendo le mie pagine bianche.
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Commenti (1)
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Sara Acireale11 giugno 2009
Molto interessante questa poesia, sì rileggi le tue pagine bianche. Tutti dovremo farlo e cercare di scrivere qualcosa. Mi è piaciuta
