Lezzo D'estate

Nauseabondo lezzo
di paglia marcita
impregnata di sterco,
irrorata di lasciva piscia
enormi cumuli
s'ergevano dal terreno
odorando l'aria
coi fumi della calda estate
intorno, svolazzando alacremente,
eserciti di nere mosche
con sibili invadenti
spezzavano l'assordante silenzio
incuranti di simili fatti
scorazzavano tutt'intorno
vocianti ragazzini
rincorrendosi in giochi innocenti
con mani veloci
scacciar fastidiosi insetti
ugualmente tollerati
anzi, quasi protetti
nel saper che quei cumuli
maleodoranti e lezzi
dar la vita eran destinati
nel tempo d'autunno inoltrato.
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Commenti (1)
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Franca Pistellato11 giugno 2009
Mi ha fatto pensare anche alla mia estate, la campagna e la montagna, l'odore di stallatico che, per paradosso, si associa a ciò che è buono. Un ricordo cristallino, come può esserlo ogni ricordo olfattivo. Anche le mosche, apparentemente fastidiose, rivestono il ruolo di ciò che appartiene inesorabilmente al tempo, alla decomposizione e alla rinascita.
