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Donne 15 giugno 2009 · lettura 1 min · 8914 letture

Cleopatra

Carla M Casula 133 poesie pubblicate
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Esangue meretrice svestita di pudore incateni dieci corpi con lo sguardo menzognero quelle dita tentatrici tormentate son mistero inesorabile e veleno Le tue sinuose gote ora corrode un'aspide invidiosa bramosa di sepolcri strappando i tuoi abbracci ai viri innamorati Nubenda oggi tu sei ciglia di luna di Thanato impietosa e dissennata con polvere cruenta ormai sepolta da amplessi impudìchi avviluppata Vulcano prezzolato di piacere congiuntura di lotte e d'abbandoni sarcofago piumato a te si prostra una vita dissipata ed immortale
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Benché il sostantivo "aspide"appartenga al genere maschile, ho apostrofato l'articolo indeterminativo che lo precede e ho modificato l'aggettivo "invidioso",contrassegnandolo con la desinenza "a",marca del femminile. Attraverso quest'artificio grammaticale, ho voluto attribuire il sesso femminile all'aspide con cui Cleopatra si tolse la vita consegnandosi per sempre alla leggenda. Un omaggio femminista ad un'icona del femminismo.

L'autore
Carla M Casula
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Commenti (4)

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A
Andrea Debbi15 giugno 2009

Una poesia colta, davvero ben scritta e con quel giusto mordente che affascina il lettore. Colpisce, tanto gradita.

Antonella Bonaffini15 giugno 2009

Una struttura incantevole... versi molto fluidi che si prestano ad una gradevole lettura! Bella, molto bella!

Gesuino Curreli15 giugno 2009

Cleopatra, mito e fascino della bellezza a tutto tondo. Oltre non vado, della mia erudizione non rispondo, e mi fermo piuttosto alla scoperta di questo ameno canto, ora acerbo, spietato e senza veli ora tenero come il palmo della mano di una vergine bianca del Parnaso. Vigore, e scontro, e lotta di amorale condotta che non ha il suo miserere, che non chiede perdono, e nella storia aleggia dissoluta la nomea, principessa d'amore e di tripudio, di carni passionali e di un sussulto davanti all'uomo che le sta accanto e giace, lontano dal comando e dal culto che raggiunge gli estremi dell'impero. E dopo tanto inganno e tanta pena, tanta ingiusta barbarie di condanna, si alza l'assoluzione del poeta che la consegna, amabile, all'eterno.

La poetessa, con questa lirica ispirata e profondamente curata, riesce a trasmettere al lettore un momento di incanto e vibrante emozione. Cleopatra, attraverso questi versi riesce ancora ad incantare. Che dire? bellissima... anzi di più.