Il cervo alla fonte
Fremente sulle lunghe zampe nervose,
ansimante per l'estremo inseguimento,
le froge dilatate ad esalar quasi l'anima,
il biondo mantello di lucenti perle incoronato,
che gli umori torrenziali quasi
abbandonar la carne in un sol botto,
un superbo cervo dalle corna d'avorio dorato,
vigile ogni suo senso a carpir
fruscii di fronde e calpestii e latrati,
si abbeverava alla fonte che dal monte
saltava trasparente in pozza argentina.
Una selva densa aveva attraversato
e poi una radura d'erbe tenere fiorita,
e su per il crinale tra sassi e crudeli rocce
ch'avevano coi rovi offeso il cuoio dei garretti.
Guizzava pazzo ancora in petto il cuore
fino a rintronar gli orecchi tesi nello spasmo.
Fendeva l'acqua con rapidi scatti
la lingua bramosa e la liquida frescura
scendeva lesta a sedar l'arsura.
Lo specchio limpido riflesso rimanda
l'immagine del superbo cervo.
Lo sguardo allunga a scrutar il tremolio
dell'onda che incrocia la gentil sembianza
della ninfa Cristallina in forma di cerva bianca.
Raggiungimi gli dice. Presto, vieni.
Mai più tremar per cani, mai più per carabine.
Solo accoglienti rifugi, prati estesi, ricchi foraggi,
cavalcate nel vento, schermaglie di corna giocose.
E mentre il sangue intorbida lo specchio della pozza,
muore nel sogno il superbo cervo
con gola squarciata da ferini morsi.
©
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L'autore
Alida Kirschner
Che dire di me da me? Ho avuto la fortuna di vivere nelle città fra le più belle del mondo: Venezia prima e poi Roma, dove attualmente risiedo con intermezzi di vita a Vienna e Parigi. Non ho patria. Mi piace sentirmi “cittadina del mondo” un po’ per nascita e molto per natura. Dovunque vado, lascio un brandello di
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