Clandestinità
A te che è data licenza di libero pensiero,
hai mai temuto per tuo dissenso?
Tu che sopra il capo hai solido tetto,
hai mai rabbrividito al gelo delle stelle?
A te che ingozzi e che tracanni
e sbordi dai tuoi panni,
han stretto mai le tue carni
i morsi della fame?
A te che da condizione già feroce
ricavi ancor maggior profitto,
hai mai pensato di star dalla sua parte?
Tu non lo sai ... Sei clandestino.
Quale pedaggio hai mai versato
al Caso e alla Fortuna?
Scaglia la tua pietra
se puoi negare di non essere stato
tante volte clandestino!
Dove sei clandestino?
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L'autore
Alida Kirschner
Che dire di me da me? Ho avuto la fortuna di vivere nelle città fra le più belle del mondo: Venezia prima e poi Roma, dove attualmente risiedo con intermezzi di vita a Vienna e Parigi. Non ho patria. Mi piace sentirmi “cittadina del mondo” un po’ per nascita e molto per natura. Dovunque vado, lascio un brandello di
Commenti (1)
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Carlo Fracassi25 giugno 2009
Pur apprezzando i versi ritengo che l'uso del termine clandestino sia improprio nell'accostamento ed aggiungo che, personalmente, ho sempre pagato molto caro il biglietto di molte corse che non m'hanno portato da nessuna parte, in nessun luogo e la mia strada me la sono fatta sempre a piedi e in salita. Clandestino no, ma vagabondo in cerca di fortuna sì.
