Taciti muti
"Son gambe che non camminano" Si vive morendo nell’arco di un istante son due estranei occhi Lo stesso te…
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"Son gambe che non camminano" Si vive morendo nell’arco di un istante son due estranei occhi Lo stesso te…
Se cospargessi di semi la terra spoglia della mia solitudine forse nascerebbe qualche fiore per adornare …
Vieni, Silenzio, poni i tuoi passi vellutati sulle mie sponde. Potremo, così celati, insieme segui…
Frantumo grumi d'inutili dolori incastonati nel gelo che arde nel deserto. Ed ecco... taciti
Precipitai nello sguardo l’anima devota generando brama del ventre Fu voluttuoso il
Ora che so del tuo respiro nulla m’importa più dell’ali inabili al migrare del freddo o
Ti accarezzerò mentre dormi come il vento accarezza la luna Distante da non distrarti le
Tutti quei baci che m’hai dato t’hanno preceduta in un tempo lontano ove
Ritrovo lì dove l’eco dei tuoi passi riposa i battiti del mio cuore quell’orma
Sofferente liberai la mia lacrima divenendola all’immensità di quel mare di
Fu nel coricarmi che strinsi forte fra le braccia il mio sogno Per poi addormirmi
Si fosse che la morte nel giungere mi donasse scelta del luogo ove posare l’ultimo
Vorrei farmi di neve dal freddo candore che scalda il seme e il cuore per poi
La mia strada è nel declive ove storto i passi senza
Fidente nell’amore di noi spogliatomi dell’apparenza della maschera udii l’eco dei tuoi passi
Notai il tuo timido incedere nell’oscura tenebra illuminai il tuo passo col mio sorriso
Nel tuo andare ritorni come l’acqua torna al mare e la rondine al nido Perché quando vai
§ M’assordo negli sguardi di chi ciecamente
Abbacinato dal tuo lume spoglio del palvese affidai la nuda anima alla tua
Immaturo frutto del mattino nell’abbisogna spergiurai l’amore Sul finir del