Pan Demonio, un diavolo del girone dei violenti, aveva avuto un compito speciale, quel Natale: portarsi a Betlemme, un piccolo villaggio nelle terre di Israele, e lì uccidere un bambino appena nato. Si recò sulla terra, accompagnato da un diavoletto scudiero e, travestito da mercante, cercò di sapere dove doveva nascere il bambino in questione. Lo informò un certo Giuda Senior, che aveva un figlio di tre mesi e, siccome gli era stato predetto, che il figlio sarebbe morto a causa del bambino appena nato, gli indicò la stalla, dove stava Gesù. A tarda sera, travestito da pastore, Pan Demonio si recò nel luogo indicato. Si unì alla folla e si nascose dietro un vecchio uomo molto grosso. Sfilò il pugnale e si accinse a colpire il bambino. A quel punto il suo sguardo incontrò gli occhi del Bambin Gesù, che erano di una chiarezza e dolcezza infinite. Rimase stordito, lasciò cadere a terra l’arma, si inginocchiò e disse:
“ Mio Gesù, Ci sono anche io! Sono il male, ma senza di te sono non conto niente. Questa notte tu sei nato e sei re e nessuno lo sa meglio di me. Tu dispensi amore e vita eterna, ma la mia casa è l’ Inferno. Ti combatto ed ogni male comprendo, ma questa notte sono felice di aver sbagliato. Perdonami, ma dopo, e tu lo sai: io ritorno al mio solito lavoro.”
Gesù lo prese per una mano e rispose: “ Tu non puoi scordare che sei mio e che il male che fai è perché lo voglio io; ma il bene sazia gli affamati e tu senza di lui non esisteresti. Il male avrà un bel vestito, ma il bene, che illumina questa notte, ricorda a tutti che è nato il primo amore, e qui entra solo chi vuole la pace ed offre alla terra la voglia di seminare. Tu sei fatto della stessa pasta, fermati qua e mangia con noi.”
E mentre Pan Demonio era ancora ai suoi piedi, Gesù lo baciò… La stalla si illuminò tutta, mentre un coro di bambini cantava: ” Pace agli uomini di buona volontà!”