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Amore 6 ottobre 2010 · lettura 3 min · 1708 letture

Ci sono sogni e Sogni

Kiaraluna 8 racconti pubblicati
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Camminavamo abbracciati in mezzo alla gente che ci guardava e sorrideva; forse sembravamo due ragazzini pur senza esserlo esteriormente.
Ma dentro si....io avevo al massimo 15 anni, con tutte le amozioni ineguagliabili di quella età.
Parlavamo sorridendo, guardando le vetrine e ogni tanto un esclamazione:
- Guarda quella pipa! Aspetta fammi vedere quei coltelli!
Io non avevo interesse alle vetrine, lo sguardo ci scivolava appena, l'unica cosa che mi piaceva guardare eri tu.
Quanti ricordi per quelle strade di lastricato antico...ricordi solo tuoi, ricordi solo miei, ricordi di noi due insieme, ricordi...Ogni pietra mi sussurrava una parola, era tutto un bisbigliare intorno a me, nell'aria tiepida di quel giorno senza uguali.
Arrivammo alla grande piazza, ogni volta la stessa emozione, come la prima...un luogo incantevole e incantato, unico, pieno di storia e di storie....come la nostra.
Ci sedemmo per terra, sul selciato in dolce pendenza,e poi ci distendemmo , vicini, rivolti verso il sole che ci accarezzava tiepido, mentre il brusio delle voci intorno a noi faceva da sottofondo alla sarabanda di pensieri fuori controllo, che danzavano nella mente.
Sentivo nel cuore salire la gioia come sale la marea...tanto che dagli occhi chiusi due lacrime tentavano di scappare. Poi la tua mano cercò la mia, dolcemente, e con delicatezza me la strinse; improvvisa e inaspettata la tua voce sussurrò:
-Ti amo ...e sono stato un pazzo a rischiare così di perdere tutto..grazie di esserci sempre stata, nonostante i miei errori.
Le lacrime strariparono e io aprii gli occhi per poterti vedere in viso, come attraverso i vetri bagnati dalla pioggia...i pochi minuti che non lo avevo fatto mi erano sembrati un'eternità.

I miei occhi erano aperti adesso, ma davanti a me vedevo solo il bianco del soffitto.
Il sogno era finito.

 

 

Sì, un sogno partorito dalla mia fertile fantasia nell'ingenuo tentativo di rendere umano, almeno nell'immaginario, quel tipo d'uomo che vive riflesso nel proprio specchio senza vedere, oltre la pelle, l'infruttuosa follia che lo porta a credere che una donna... sia solo un morbido panno di seta atto a lucidare le numerose tacche sul calcio di madreperla della sua fumante colt!
Beh... chi glielo dice a Costui che ..." accà nisciuno è fesso"?

 

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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L'autore
Kiaraluna

Scrivere è nel mio DNA ,ho iniziato da bambina,qualche decennio fa.... traballando,senza una reale mèta,ma solo con la maturità ho imboccato la strada che sento appartenermi e più ancora di recente ho scoperto che "leggersi" a vicenda arricchisce molto e , che per poter suscitare emozioni, bisogna per primi averne res

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