Semplicemente un uomo!
E lui era quasi ubriaco, mentre raccontava della moglie e della sua vita, quasi felice di quella condizione di libertà che lo avvolgeva. Divenne un fiume in piena, trastullava orecchie e curiosità di chi ascoltava, magnificava la sua vita di eroe in questo mondo, padre coraggioso e marito infedele: ma colpiva il suo protagonismo inveterato. La storia nacque, come spesso accade, da un colpo di fulmine tra due cuori, il suo e quello della figlia del suo datore di lavoro: lei era molto ricca. Lui amò sua moglie, dalla quale ebbe tre figli, ma nello scorrere del tempo l’ amore divenne ipocrisia e tutto cambiò, a suo dire. Ben presto entrò a far parte dell’ impero di famiglia della moglie, ma tenuto alle giuste distanze, com’è giusto che sia. Le sue parole rimbombavano nella sala e la curiosità cresceva. Come un mare in tempesta che sulle sue onde trasporta qualsiasi cosa a riva, così lui trascinava notizie della sua vita fino a noi, involontari attori di quella scena. Perché tutto è finito? Alla domanda lui rispose: colpa di mio suocero e di mio cognato. E continuò dicendo: hanno distrutto la mia vita e quella di mia moglie. Ero perplesso se credergli oppure no, in fondo ho imparato che sono due le campane da sentire. Ma come fare a fermarne il getto? Le sue parole erano liete e dure al tempo stesso, amore e odio, questo appariva. Più passava il tempo e più emergeva l’ uomo che in lui viveva: uno forte e determinato, l’ altro debole e turbato. Si definì ansioso. E questa confessione fece scalpore tra i presenti. Non in me, però, che già l’ avevo definito, nella mia mente: un uomo vissuto tra l’ incudine e il martello, da una parte la voglia di essere importante e dall’ altra la sua stessa natura. Continuò a parlare per l’ intera sera, senza pause, rispondendo alle domande più intime e curiose, con fare naturale, come se si parlasse di altri e non di lui. Mi colpì il dolore di quell’ uomo e non il potere emanato dalle sue parole. Notai la sofferenza e non l’ arroganza di alcune considerazioni. E non pensai né bene, né male di lui.
In fondo, era “ semplicemente un uomo”!
Credo che ognuno possa esprimere le proprie sensazioni, le proprie emozioni: trasformare i pensieri un parole. Scrivere è come lanciarsi in caduta libera, senza paracadute, sapendo di non farsi male, credendo di poter volare, per amare le cose della vita e farsi amare dalla vita!
La bacheca del racconto
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Racconto scritto molto bene! (Sergio Melchiorre)
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