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Biografie e Diari 20 giugno 2012 · lettura 3 min · 1639 letture

La donna dei fiori

Michele Aliberti 4 racconti pubblicati
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Provate a immaginare un fiore dai colori intensi, talmente straordinario che a guardarlo i pensieri volano sulle ali dell’ immaginazione, e raggiungono terre inesplorate e vergini, dove ogni cosa è incredibilmente bella: ecco, questo è Dania. Una ragazza vivace, di una simpatia travolgente, con i capelli lunghi e lucenti e due occhi profondi, nei quali si legge la semplicità del suo animo, ancora giovane, ma già maturo nei sentimenti. Lei ama i fiori più di ogni altra cosa, sembra quasi gli parli e con essi trova quella felicità che ognuno cerca e pochi trovano. Arrivai di buon mattino e bussai più volte alla sua porta, prima che Dania mi sentisse e venisse ad aprirmi: era immersa nello splendore dei fiori e dei loro mille colori, in un valzer di armoniosa grazia. Quella giornata d’estate è ancora viva nei miei ricordi, col cielo blu cobalto riflesso negli occhi di Dania e quei meravigliosi fiori che circondavano ogni cosa. La salutai con un bacio sulla guancia, entrai e sedetti poco distante dal giardino che sbirciavo di tanto in tanto, mentre Dania mi raccontava di come aveva fatto a trasportare i pesanti vasi. Mi raccontò alcune cose della sua vita e, mentre parlava, riuscivo a vedere i contorni della sua anima, genuina in ogni espressione, senza quella sottile malizia, a volte percepibile nelle persone, né cattiveria alcuna, come se la semplicità fosse ancora un bene possibile in questo mondo. Era tutto magico. Mi coinvolse in una spirale di emozioni che non provavo da molto tempo e catturò la mia attenzione totalmente, lasciandomi senza parole, col desiderio profondo che non finisse il tempo. Continuò a parlare come non mai, rapita dalle sue stesse parole, e quello che diceva era vero e sincero, come la vita stessa. Passai ore serene e felici: forse le più belle della mia vita! E riflettei sul perché di tante cose, sul quando e sul come si dovrebbe parlare, ma soprattutto sul perché, a volte, si dovrebbe star zitti. Come un vento d’autunno che porta via le foglie secche dagli alberi, liberandoli da un peso morto, così le ore passarono su di me, liberandomi da pregiudizi e inutili congetture. Mia figlia era cresciuta. Era una donna oramai. Il tempo non si ferma ad aspettare e quello che ci regala sono doni rari a trovare. L’amore ci guida e ci sostiene, e le persone cambiano, come cambia un fiore che sboccia e si apre alla vita!

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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«Dedicato a mia figlia.»

L'autore
Michele Aliberti

Credo che ognuno possa esprimere le proprie sensazioni, le proprie emozioni: trasformare i pensieri un parole. Scrivere è come lanciarsi in caduta libera, senza paracadute, sapendo di non farsi male, credendo di poter volare, per amare le cose della vita e farsi amare dalla vita!

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Commenti (1)

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Chiara Vacchieri27 giugno 2012

La vita mette dei post- it sui tuoi giorni, facendoti incontrare persone che ti segnano il cuore, persone che si distinguono dalle altre per la loro fosforescenza, che ti ricordano quanto sia importante vivere consapevolmente le pagine scritte dai tuoi gesti, dai tuoi pensieri, dalle tue parole. Persone che hanno scelto di vivere l'esistenza che tu hai scartato, che hanno chiesto di giocare con una pedina in meno o con una mano dietro la schiena per sfidare la tua memoria a ricordarsi di te attraverso di loro. Persone come tua figlia che, attraverso la loro bellezza, ti mostrano il patrimonio di appartenenza dell'Amore: un Amore così grande da poter essere contemplato nella semplicità di un fiore...