Buio
Per favore, non te ne andare… ho paura. Non spegnere la luce… il buio, il buio ce l’ ho già dentro. Resta, io non so pregare, ma tu resta lo stesso. Lo so non ti posso chiedere niente, puoi anche non parlarmi, né tenermi la mano, ma resta.
Non ridere… per favore non ridere. Lo sai cos’è il buio? E’ la non vita. No, non è la morte, è la non vita. Il buio mi fa paura. Spalanco la bocca, al buio, come se la luce potesse entrarmi dentro e illuminare tutto il mio fuori. E gli occhi, sento che mi escono dalle orbite, tanta è la forza che me li fa tenere spalancati, ma non serve… il buio li inghiottisce. E poi io lo sento l’ odore del buio, sa di paure accumulate nel tempo, di lacrime lasciate marcire su fiori recisi… sa di inferno. E poi mi tocca, io lo sento… si insinua sotto la pelle, viscido, mi avvolge, anche se io non voglio, anche se gli vomito addosso tutta la mia rabbia. Il buio non sa ascoltare, mi rimanda tutte le mie parole, ma quando mi ritornano sono vuote… si è preso tutta la loro luce.
E allora io non dormo, non posso, lo capisci? Per questo ho bisogno di te, io non posso addormentarmi e lasciarmi ingoiare. Dormivo, un tempo, tutte le luci di casa accese, ma non serviva. Persino nei miei sogni c’ era solo nero e grida disumane. Io non la voglio la non vita e non voglio neppure la morte, io voglio solo la luce…
Non può aiutarmi la luce di questa stanza, nessuna luce può farlo se io mi addormento, perché il buio conosce il mio nome.
Scrivendo lascio piccole tracce affinché io possa comprendermi e gli altri sappiano meglio interpretare i miei silenzi... Scrivere mi regala serenità, mi riconcilia con il mondo.
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