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Sociale e Cronaca 24 novembre 2010 · lettura 5 min · 2284 letture

La strana lettera di un defunto

I
India 17 racconti pubblicati
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In campagna elettorale, siamo sommersi da una miriade di corrispondenza di politici che ci chiedono il voto; di prassi cestiniamo questo materiale, ma non sempre è così. A volte la rabbia prende il sopravvento e qualcuno decide di rispondere.

Elena, una bella e attiva segretaria dell’onorevole candidato Mario Bianchi, proprio a ridosso delle elezioni, riceve la seguente lettera:

 

 

Egregio Onorevole Mario Bianchi,

 

Dopo tanti anni di silenzio mi decido di rispondere alla sua immancabile lettera che mi giunge in ogni sua campagna elettorale e  in cui mi chiede il voto. Mi rallegro che qualcuno si ricordi ancora di me, anche se troppo tardi e solo in queste occasioni.  Il voto, mi dispiace, non posso proprio darglielo per causa di forza maggiore: sono morto e neanche da poco, oltre dieci anni.  E' possibile che non le risulti ancora? mi complimento per la  tempestività nel rintracciare il mio nominativo e  indirizzo! la stessa attenzione non mi fu rivolta quando feci richiesta di invalidità, la visita mi fu fatta dopo circa sei mesi dalla richiesta;  nonostante la febbre a trentanove, mi presentaii puntuale con documentazione prodotta direttamente dall’ospedale. Mi fu negata pur in presenza delle seguenti patologie:   

Cirrosi epatica scompensata da HBV, HCV, virus delta con splenomegalia massima

Epatomegalia con lesioni nodulari attribuibili ad epatocarcinoma

Insufficienza triscupidale mitralica e aortica

Ipertensione polmonare grave

Anemia acuta grave con piastrinopenia  che richiede continue emotrasfusioni.

Episodi febbrili insensibili alla antibiotico terapia

Successivamente,  dopo circa quattro mesi dalla prima visita, mi  presentai con il patronato e mi fu riconosciuta l'invalidità del 100% in data  28/4/1997, mentre il pagamento della pensione con gli arretrati arrivò il 28/2/1998; solo che intanto io ero già morto da cinque mesi.

Nei miei ultimi mesi di vita non sempre potei effettuare le cure, infatti alcuni farmaci, peraltro costosi, non erano in convenzione. Si, lo so, in tutto ciò lei non c’entra niente, ma una cosa non comprendo: la celerità con cui rintracciate noi cittadini se lo volete. In pochi giorni ci trovate tutti  perché impegnate tutte le vostre forze in campo. Non capisco, invece, perché debba passare un anno dalla richiesta di invalidità all'ottenimento e poi altri dodici mesi dall'ottenimento all’erogazione della pensione. Dopo sette giorni dal riconoscimento sarebbe potuto pervenire l’assegno a casa. Qual’era  il problema?  Perchè le sue segretarie rintracciano in pochi giorni migliaia di cittadini, mentre le segretarie delle ASL faranno sì e no un paio di pratiche al giorno? e perchè dopo l'accertamento dell'invalidità, questa pratica deve passare da non so quanti enti inceppandosi in ogni passaggio prima dell'erogazione della pensione? e se c'è tutta questa cura nelle pratiche e tutta questa burocrazia come mai ci sono tanti falsi invalidi? se Lei come politico sapesse  spiegarmelo gliene sarei grato, spero abbia dieci minuti di tempo da distogliere alla sua preziosissima campagna elettorale.

Adesso nulla ha più importanza, ma almeno vorrei riposare in pace e non essere importunato per un voto. Se vuole interessarsi a me, mi dia almeno una risposta  (vorrei sapere perchè non mi sono potuto curare) o mi faccia dire una messa, o mi lasci un fiore dove giaccio.

Ora devo andare, non ho più vermi che passeggiano sul corpo, ma ho qualche osso che sta tentando di diventare cenere e sento tanto dolore.

 

Distinti saluti

 

Roma 3/4/2008                                                                                      Mario Rossi

 

 

P.S  Dimenticavo, se  volesse  darmi una risposta le aggiorno il mio indirizzo

 

Mario Rossi

Campo n….  fila n…. fossa n…

Cimitero Prima Porta

 

 

 

 

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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«Ispirata da una notizia di cronaca. Continua ad arrivare, a dodici anni dalla morte di una certa persona, una lettera indirizzata al defunto con richiesta di voto e sempre dallo stesso personaggio. La lettera e i nomi sono totalmente inventati.»

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India
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Le sensazioni lasciate dai lettori.


sarcasmo feroce, bellissimo!! (Luciano Tarabella)

Commenti (1)

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Luciano Tarabella26 novembre 2010

Bel racconto ma, perdonami, ti è mancata un po' di "furbizia" narrativa. <br> Io avrei nascosto il fatto che il mittente era già morto e l'avrei fatto scoprire <br> al lettore solo con l'indirizzo finale del cimitero. Un" coup de teatre" ecco!