Oramai sono tutti poeti
Oramai sono tutti poeti che scrivono versi in quantità industriale, la cosa di certo non è un male e non nuoce alla cultura, caso mai il problema è un altro.
Il problema è che molti si credono davvero grandi poeti solo perché usano la metrica o la rima, altri si atteggiano a giudici e critici e scartano versi che raccontano qualcosa per salvarne altri che in metrica e con ridicole metafore si mettono in mostra.
I concorsi di poesia poi si moltiplicano come guppie in un acquario o criceti in coppia.
Alcuni debbo dire hanno davvero spessore, altri sono solo un'accozzaglia di amici che si votano a vicenda.
In tutto questo marasma dove è la poesia? Dove si nasconde? Leggo pochissime cose davvero originali, pochissime cose che facciamo riflettere e tanta, tanta retorica.
Insomma, qualcuno dirà ma chi sei per giudicare? Un passante che ogni tanto cerca tra la folla occhi che sappiano raccontare e non solo copiare o ripetere il verso della rana, ma succede per fortuna di trovare occhi di uomini e di donne che capiscono cosa io voglia dire.
La bacheca del racconto
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Hai ragione, vero quello che dici (Patrizia Cosenza)
Meraviglia che un simile testo che è solo sterile ()
polemica, sia pubblicato in questo settore. Occore ()
una maggiore attenzione da parte dei controllori. ()
Condivisa e apprezzata riflessione! Complimenti! (stelsamo)
Controllori? ancora controlli, verifiche e altro (Bruno Leopardi)
è giusto scrivere ed esprimersi liberamente poi (Bruno Leopardi)
sarà il lettore a giudicare e considerare. (Bruno Leopardi)
e in fondo c'è un fondo di verità in qsto scritto. (Bruno Leopardi)
Commenti (5)
Certo è come dici tu, nessuno deve mettersi in mostra con rime e metafore che non si capiscono ma solo le parole devono parlare... <br/> nel giusto modo, la vera poesia nasce dal cuore non dal cervello ... sono emozioni quelle che fanno commuovere... <br/> ancora bravo!
Apprezzo molto i temi che porta avanti, in poesia e in prosa, questo autore, ma stavolta non sono d'accordo. Non mi sembrano "molti" i poeti che usano una (buona) metrica e una (buona) rima: mi pare che in Italia si contino sulle dita di poche mani! Le metafore, poi, a volte saranno pure "ridicole", ma almeno facilmente comprensibili dal lettore medio, a differenza di tante altre... Detto questo, sono anch'io senz'altro contrario ai concorsi di poesia, alle coppe varie, ai libri a pagamento, ecc., ecc.
Deluso dalla pubblicazione di questo testo, quasi arrabbiato, ci vedo tanto egoismo (la mia è un'esternazione da lettore, altro che poeta). <br/> Qualcuno mi spiega come mai nella sezione racconti di scrivere, dove un lettore spera di imbarcarsi in una storia, in una creazione (bella, brutta, tecnica o non tecnica) comunque storia, ogni tanto ci si trova di fronte a quattro battute polemiche ed egocentriche? .
probabilmente hai ragione, ma le lettere sono ventuno, caro Hari Seldon e come dice Louis Borges i temi della letteratura si riducono ad uno sparuto gruppetto: e questo accade perché ci sono cose prettamente umane che vivono tutti e che molti sentono il bisogno di raccontare. Forse dovresti darti con più dedizione alla psicostoria. Chissà? forse troverai una via per far sì che in tempi molto lontani, quelli di Trantor o di qualche altra capitale, la poesia fiorisca secondo canoni più giusti.
Anch'io mi stupisco del pullulare di poeti moderni che aumentano e germogliano in continuazione e come a te, la cosa fa piacere perché mette in risalto un aspetto sociale per troppo tempo sommerso ma che è costitutivo della nostra storia: "Italiani tutti poeti"!
Anche tra i grandi poeti i capolavori sono pochi, la poesia fa conoscere la persona e ciò è tutt'altro che insignificante. Nella poesia in metrica, la forma ed il contenuto devono essere molto ben espressi: precisione e contenuto valido. Le rime non sempre sono belle; perché lo siano occorre una attenta scelta di vocaboli che nel rispetto delle regole si adattino bene al pensiero.
Quando forma e contenuto sono armonici, allora può esserci il capolavoro.


