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Comicità e Satira 16 dicembre 2010 · lettura 4 min · 1376 letture

Voglio anch' io il portaborse e l'auto blu

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Asso di picche 17 racconti pubblicati
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Ogni mattina mi carico come un bestia da soma. Ho la schiena rotta. Il mio lavoro impone che porti nella  cartella riviste economiche, libri di testo, astuccio, fotocopie per i compiti in classe etc, tutto materiale che devo portare sull’autobus tra uno sballottamento e l’altro. Non posso andare in macchina perché al centro storico non ho accesso.  

Mi chiedevo perché i politici debbano avere i portaborse ed io no. Forse il mio fisico e la mia salute valgono  meno della schiena di chi ci  governa? Voglio anch'io il portaborse. Ho un fratello disoccupato, potrebbe essere lui il mio portaborse. E’ un giovanotto aitante che ha anche fatto il facchino. Figuriamoci come sarebbe capace di portare la mia cartella.

E perché, poi, tutte le mattine l’autobus dove siano stipati come salami, alla Fantozzi? Voglio anche io l’auto blu con tanto di autista, ho un  altro fratello disoccupato che potrebbe farmi da autista. Ha corso in formula tre, un ottimo guidatore.

Non parliamo del fatto che ogni mese debbo fare la tessera dell’autobus, che per il mio modesto stipendio non è poco. I nostri politici ce l’ hanno gratis, anche se non lo prendono mai. Voglio anche io la tessera gratis dell’autobus e della metro.

Per rimettermi a posto la schiena, distrutta dai pesi, il medico mi ha detto che devo fare piscina e palestra. I nostri politici ce l’hanno gratis. Che risate immaginare i nostri politici mentre fanno le flessioni o il quadro svedese. Anche io voglio la palestra e la piscina gratis.

Spesso nei week- end, sono costretta ad andare a trovare la mia famiglia in Calabria, prendo il treno, spendo un sacco di soldi e non sempre posso farlo. I nostri politici viaggiano in treno gratis. Anche io voglio il treno gratis.

Mi devo operare alla tiroide, me la devono rimuovere, amputare, insomma togliere.  Le liste d’attesa sono di circa nove mesi ( partorirò un intervento chirurgico?). I politici hanno le cliniche gratis. Voglio anche io la clinica gratis. Forse che io non pago le tasse? Fosse che la mia tiroide può aspettare e quella dell’onorevole X  è infettiva? Di infettivo i nostri politici hanno tutto, ma non la tiroide.

I ristoranti. Perché un politico non dovrebbe pagare i ristoranti ed io devo pagare una misera, banale pizza margherita? Perché noi dobbiamo pagare il gusto del palato  a questi sfaticati che dicono di governarci, solo perché hanno le mogli che non sanno fare neanche un uovo al tegamino? Voglio anch'io i ristoranti gratis

Vogliamo parlare della cultura? Cinema, teatri, concerti? Ebbene credo che per un insegnante sia d’obbligo essere informata sul piano culturale. Non può sfigurare davanti agli alunni. Perché io mi devo pagare il cinema e il teatro? Voglio anche io l’ingresso al teatro e al cinema gratis.

Altro capitolo sono  i libri. Ho l’abbonamento alla rivista “ Il fisco” e al quotidiano “ Il sole 24 ore”, che mi pago regolarmente. Per me questo tipo di informazione è uno strumento di lavoro, che faccio per i giovani cittadini dello stato. Perché mi devo pagare queste riviste?
Perché i politici devono avere questi privilegi? Cosa hanno in più di me se non la scaltrezza, la furbizia e forse la disonestà?

Mi sento come un' ergastolana. Fine pena: mai

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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condivisa e bella - un Asso di Picche complimenti (Claudio Giussani)

Commenti (3)

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Carlo Fracassi16 dicembre 2010

A sentir loro s'ammazzano di lavoro da mane a sera per il Paese e qualche privilegio dovranno pur averlo questi poveri cristi! Il solo privilegio che chiederei è quello di vederli tutti a casa questi parolai di debole pensiero e di ventre molle ma capiente.

Luciano Tarabella17 dicembre 2010

Abbiamo dei politici che sono dei veri geni; <br> dei GENI TALI che tutti ci invidiano!

Azar Rudif29 dicembre 2010

Colpa di chi ancora crede in certa gente e gli da pure il proprio beneplacito con un voto. <br> Colpa di chi crede ancora, anzi di chi si reputa incapace di governarsi e preverisce farsi portare al guinzaglio.