Siamo tutti in viaggio
Non ho messo il naso fuori da casa. La temperatura è gelida, addirittura dovrebbe cadere qualche fiocco di neve, tutto ciò paralizzerà la città, gia messa in ginocchio dagli acquisti natalizi.
Sono tutti in viaggio nella mia famiglia, solo mia madre non lo è. Lei ha già raggiunto l’eterno e ora stanca di tanto cammino riposa. Mio padre, anziano e malandato, viaggia verso le motivazioni che lo inducono a non spegnersi; mio marito, come al solito taciturno, viaggia all’indietro per capire cosa e dove ha sbagliato; mia figlia, l’unica allegra della famiglia, viaggia verso la laurea e i suoi progetti futuri; mia sorella, eterna insoddisfatta, viaggia sempre e solo dietro le sue ossessioni; mio fratello viaggia come un siluro verso la carriera; l’altra mia sorella, come tutti i medici, viaggia per cercare la guarigione degli altri.
Io viaggio dentro me stessa, girovago tra cuore e vene e mi domando perché amo, mi fermo sul fegato e mi chiedo perché mi arrabbio, passo per la milza e sento l’affanno, raggiungo i reni che notoriamente sono gli spazzini del nostro organismo e lì lascio tutte le scorie: il rancore, l’ozio, l’indifferenza, risalgo ai polmoni, faccio un grosso respiro, lì risiede tutto l’amaro della vita, raggiungo la gola e poi la lingua, deglutisco per accertarmi che funzioni, vado giù verso l’utero dove risiede l’isteria, ma non lo sento, risalgo verso lo stomaco, lì ci sono le frustrazioni, le sconfitte, lo accarezzo dolcemente, passeggio verso la tiroide, che contiene ormoni così importanti e le chiedo se può spegnermi l’ansia, e alla fine dondolo nel mio sangue come fossi su un' altalena.
La bacheca del racconto
Le sensazioni lasciate dai lettori.
METAFORE DI FORTE IMPATTO, BRAVA!!! (Luciano Tarabella)
che bella (Mela)
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