La storia di Maria
LA NASCITA
Era la notte di Hallowen, si festeggiava per le vie del paese, anche se il freddo si faceva sentire.
D'un tratto nella casupola diroccata, che si trovava al margine del paese, si udì un urlo e poi dei vagiti.
La vecchia donna, che abitava lì con la figlia, fu svegliata di soprassalto.
Accese la candela, la corrente elettrica era stata staccata giorni prima perchè non era stata pagata la bolletta.
La povertà si faceva sentire...
Barcollando con la candela accesa fra le mani la vecchia si ritrovò in cucina dove sua figlia era accucciata per terra e si lamentava per il dolore del parto: era nata una bambina.
La ragazza la teneva scostata da sè e piangeva, gemendo.
Vide la madre arrivare e le gridò di portar via quell'esserino, che aveva appena partorito, di lasciarlo da qualche parte, lei non lo voleva nemmeno vedere.
Era il frutto di un amore sbagliato, nato dalla relazione con un uomo sposato, che appena saputo che era incinta non la voleva più vedere ed era partito con la famiglia per l'America.
La vecchia prese la piccina fra le braccia, l'avvolse in un vecchio asciugamano, poi accese il fuoco e mise a scaldare dell'acqua per farle il primo bagnetto.
La figlia urlava e diceva di portarla via, ma la vecchietta nemmeno l'ascoltava, però stringeva quell'esserino indifeso e tremante al cuore; lo sentiva suo, non poteva abbandonarlo.
Appena l'ebbe ripulito, l'avvolse in una vecchia coperta e bussò a una sua vicina di casa chiedendole il favore di tenere la piccola con sè finchè la figlia non si fosse calmata.
L' amica della vecchina prese in braccio la piccina che piangeva disperata.
Aveva fame... allora le fece succhiare un angolo di fazzoletto imbevuto di latte tiepido.
La piccola succhiò tutto il latte, che la donna aveva fatto scaldare per nutrirla, così non pianse più, ma si addormentò.
La vecchia nonna tornò dalla sua amica e le raccontò l'accaduto, l'amica le disse di non preoccuparsi avrebbe tenuto la piccola con sè finche la mamma si fosse calmata.
Il giorno dopo la nonna si recò al Comune per dichiarare la nascita della piccina, nata da sua figlia e da padre ignoto.
Lei era la nonna e si sarebbe occupata della piccina.
Poi andò dal parroco, raccontò pure a lui come era nata la piccola e si mise d'accordo con lui per farla battezzare.
Le diedero il nome di Maria e la sua amica fece la madrina.
Passati tre giorni dalla nascita di Maria, la mamma preparò le sue poche cose, salutò la mamma e partì anche lei, ma non fece mai sapere dove andava, forse in Svizzera, in Francia o altro luogo lontano dall'Italia.
Di lei però non si seppero più notizie.
Maria non l'aveva mai conosciuta, ma sapeva la storia della sua nascita e conobbe il viso della mamma da una foto sbiadita che la nonna aveva sul comodino.
Era una bella donna la sua mamma, Maria spesso la guardava, stringeva la foto al cuore, la baciava e aveva un gran desiderio di conoscerla dal vero...
Mi presento. Sono Clelia, sposata serenamente e con una figlia, vivo a Roma dove esercitavo l' amata professione di insegnante. Dal carattere allegro, gioviale e sensibile, solare a detta di amici e conoscenti, ho sempre amato la poesia e con essa convivo in tutte le mie situazioni di vita, dalle più allegre fino al
La bacheca del racconto
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Bello nella sua drammaticità..infiocco.. (Annamaria Gennaioli)
Commenti (1)
I bambini non dovrebbero patire di questi dolori, sono un atto d'amore e di amore dovrebbero vivere... Bello e drammatico ...

