I Guardiani del Paradiso
"Si muore sempre senza prima prendere un appuntamento, non è cosa da persone civili, magari uno quel giorno ha da fare e invece ti tocca lasciare tutto e correre a ricevere il morto. Dico io, ma nemmeno il rispetto per gli amici i parenti o i famigliari? Magari uno ha un appuntamento di lavoro importante, un esame all'università, un incontro galante. Niente, questi maleducati muoiono e poi tocca sempre a me correre ad aprire.
Almeno un colpo di telefono, no, scampanellano pure, hanno fretta, come se qui in Paradiso il tempo contasse qualcosa.
Poi questo gran casino di religioni, dico io, ma non potevano averne una sola massimo due? No, ne hanno migliaia, alcune diversissime tra loro, altre che si differenziano per un particolare appena, che pignoli questi umani.
Negli altri pianeti non è mica così? Gli altri sono più tranquilli, solo due categorie atei e credenti.
I terrestri no, loro sono quelli che disturbano di più, che schiamazzano che urlano, che quando mi vedono ci rimangono male.
Che maleducati, ci fosse mai stato uno che sia stato cortese, no, tutti uguali, tutti convinti che questo sia il loro inferno? Come se l'inferno l'avessimo inventato noi e non loro.
Che gentaglia, se il Capo me ne desse il permesso mi vestirei da demonio, così almeno se ne stanno buoni e imparano, ma no Lui dice che è meglio che capiscano subito come stanno le cose e che noi guardiani del Paradiso dobbiamo mostrare il nostro aspetto vero.
Facile per Lui che è invisibile, ma noi? Noi poveri guardiani ogni volta che apriamo la porta ci tocca sentire sempre la stessa frase.-Madonna un rospo gigante!-"
La bacheca del racconto
Le sensazioni lasciate dai lettori.
bello (Paola Pittalis)
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