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Biografie e Diari 7 dicembre 2014 · lettura 4 min · 1320 letture

Una vita banale (parte quindicesima)

Hariseldom 75 racconti pubblicati
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Nella prima metà degli anni 60 esce un film della disney che ci insegna a tutti a sognare. Prima viene pubblicata su Topolino la storia e poi in tutte le sale cinematografiche Semola estrae la spada nella roccia. Ogni volta che si rivede quella scena, non si può fare a meno di sentire un'emozione, forse a voi sembrerà stupido, sciocco ma Semola, il bambino magro e imbranato somigliava a come ero io a quei tempo e sognavo come lui un giorno di estrarre la spada dalla   roccia e non sono stato il solo a sognarlo. Guardavamo Rint Tin Tin, la Nonna del Corsaro Nero, non dormivamo la notte ripensandoa Belfagor il fantasma del Louvre. Si, oggi hanno gli effetti speciali e spesso le immagini ti colpiscono e sembrano vere, allora no, allora era la grande poesia del regista che riusciva a trasmettere una paura che mai le generazioni successive hanno provato. Erano i tempi di Picchiarello, di Braccobaldo Bau, di Svicolo svicolone e di tanti personaggi alcuni sopravissuti solo per poco altri ancora presenti. Anni in cui ci si riscaldava sotto le imbottite pesanti e con sopra la coperta con i rombi all'uncinetto. In seconda media per un attimo venni persino attratto da un discorso di Almirante che parlava di afascismo e del pericolo comunista, per un attimo dissi a mio padre che mi piaceva e scorsi uno sguardo preoccupato che non dimenticherò.Mio padre era un grande uomo, nonostante gli infarti lo avessero debilitato, ci lasciava sempre liberi di pensare a modo nostro, anche se era sbagliato, lui che era socialista e che aveva come esempio Nenni, non vedeva nulla di sbagliato nel comunismo, forse perché di cose storte ne aveva viste tante all'ufficio imposte dove lavorava. Per fortuna capii subito cosa fosse davvero il fascismo e iniziai a pensare che il mondo poteva essere diverso. Da casa mia in Piazza Martiri Pennesi guardavo i manifesti dei film in programmazione. I cartoni sempre al cinema San Marco, i film osè al "pidocchietto" dietro piazza Sacro Cuore, poi c'era il cinema Corso, l'Excelsior, più tardi i Capitol, il Massimo, il Circus, il Michetti. Quanti cinema aveva Pescara, mentre a Popoli c'era solo il cinema dietro la piazza, ma quando ero a Popoli non miperdevo un film, mio nonno mi pagava sempre in cinema e una volta barai sull'età per vedere il primo Django vietato ai minori di 14 anni. Iniziavo a fare sport, i medici dicevano che ero troppo magro e troppo alto e alle ragazzine piacevano quelli invece con i muscoli con il fisico atletico. Provai a fare salto in lungo con Cornacchia come professore quando Tany faceva il record di salto in lungo e Nicola, il mio grande amico Nicola faceva anche gli ostacoli e i cento metri. Mettevo male il piede destro in battuta e non riuscivo mai a saltare bene. Non sono stato mai un atleta e i muscoli non li ho avuti mai e questo a quell'età era un problema psicologico. I primi turbamenti dei ragazzini delle medie e igiornaletti proibiti nascosti sotto il letto e non solo Diabolik ma sopratutto Satanik e Killing. Ora con l'era di internet certe cose fanno sorridere, ma allora anche un catalogo Vestro era peccaminoso per noi adolescenti. Intanto con Nicola decidemmo di fare un giornalino, ma questo ve lo racconto la prossima puntata.

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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