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Biografie e Diari 9 dicembre 2014 · lettura 3 min · 1178 letture

Una vita banale (parte diciassettesima)

Hariseldom 75 racconti pubblicati
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Quell'estate del 1966 passata al mare. Non portavo più il mio secchiello, ma per fortuna avevo una sorellina di cinque anni e potevo usare il suo secchiello. Non c'erano gli scoglio come oggi, la spiaggia davanti allo stabilimento Alcione di Pescara era lunga e il mare aveva una prima secca non molto lontana dalla riva, una seconda poco più in la. Si trattava di saper nuotare ma noi eravamo pesci d'acqua. A differenza di molti miei compagni non ho mai voluto usare le pinne e quell'anno una pinnata me la beccai sulle ciglia, tre punti in ospedale. Mai nuotare troppo vicino a uno che ha le pinne. Prendevamo al mattino i cannolicchi, le telline, le vongole ed evitavamo le stelle marine, il mare era pieno allora. Io prendevo anche i granchi bianchi e poi mia madre ci faceva un sughetto in bianco per gli spaghetti favoloso. Avevo un amico che veniva da Belluno, arrivava più o meno a metà luglio. Dicevano che sembravamo fratelli sopratutto alla fine dell'estate sembravamo due nordafricani. Diventavamo scuri, scuri e facevamo coppia a biliardino, Filippo in attacco e io in difesa, ero davvero bravo e molti goal li facevo dalla difesa. Anche a Popoli giocavo a biliardino, ma al mitico bar di "cicchepaolo", solo dopo anni mi spiegarono che CicchePaolo stava per Francesco Giuseppe imperatore d'Austria per via dei baffi. Evitate battutacce, non sono così vecchio. Si, molti giocatori di allora stanno dicendo che mettevamo i fazzoletti per giocare di più, ma se ti beccava Sor Dino dell'Alcione non ti faceva giocare più.Ogni partita costava 50 lire, dovevano esserci 10 palline e potevi tirare due volte, ma spesso non funzionava, le palline si incastravano e non uscivano. Insomma il valore delle cose era quello. Con Filippo condividevamo anche la passione per gli Urania, collana di fantascienza che usciva ogni 14 gg. Quella passione comune ci avrebbe portato in seguito a lavorare in due radio private, ma ne parlerò molto più in la nel racconto. Metà dell'estate la passavo però a Popoli, sopratutto nel periodo del ferragosto popolese   e non tanto per la cronoscalata ma per la sagra e perché in quel periodo andavo con un amico a pesca di gamberi di fiume. Come si pescano? Lo dirò alla prossima puntata.

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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