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Biografie e Diari 13 dicembre 2014 · lettura 4 min · 1047 letture

Una vita banale (parte ventitreesima)

Hariseldom 75 racconti pubblicati
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Gli ideali
I Camaleonti cantano l'ora dell'amore, un disco che fece parte del periodo delle feste. Tempi in cui per la prima volta vado a ballare nelle feste private. La canzone dei Camaleonti era quella con cui si ballava stretti stretti. Avevo un problema a ballare con le ragazze, molte non volevano ballare con me perché ero alto, oggi la cosa forse farebbe ridere. Quei primi balli impacciati e quelle feste private. Ma ritorniamo al giorno in cui mi diedero un volantino che indiceva una riunione alla camera del lavoro. Me la ricordo quella stanza, piccola e piena di fumo. Ragazzi del liceo scientifico, dell'industriale, del liceo artistico e della sede centrale dell'Acerbo oltre che della mia scuola la succursale dell'Olivieri. Quello era il Movimento studentesco, un insieme di ragazzi con idee diverse, non vi era una tessera del movimento studentesco a Pescara. Mancavano quelli del liceo classico, le loro posizioni a Pescara nel 1968 sono sempre state spesso diverse ed è dentro il liceo che alcune posizioni estremistiche si sono in seguito sviluppate, ho sempre dubitato della buona fede della borghesia. Ognuno diceva la sua e ora non vorrei citare nomi, ma io inizio a dire la mia e una ragazza del quinto mi guarda in un certo modo. Ricordo il suo nome Vittoria, stava non so con chi, ma sai quando scocca qualcosa? Sogni e cotte da ragazzino per carità.C'era anche un ragazzo di colore e la sua compagna bionda quel giorno, lui era molto più moderato degli altri, diciamo che aveva una posizione di centro: Alcuni erano della fgci e della fgsi, ma la maggior parte di noi era senza collocazione politica e io poi ero proprio contro l'egemonia o meglio il tentativo di egemonia del PCI nei confronti del movimento. Si discuteva anche sull'atteggiamento da tenere nei confronti dei fascisti e qualcuno citò anche un nazista che diceva che avrebbe partecipato ma solo se si usavano le armi. Cerco di far capire, ma non è semplice, il progetto del movimento studentesco era rivoluzionario, il problema era come sviluppare il processo rivoluzionario partendo dal diritto di andare in assemblea. Da quel giorno io non persi nessuna riunione del movimento studentesco ma iniziarono alcuni attriti con i compagni del PCI che iniziavano a guardarmi con sospetto. Avrei in seguito partecipato persino a cortei a favore della Cecoslovacchia e nel gennaio del 69 alla morte di Jan Palach. Alzando il pugno per onorare la sua memoria perché per me comunismo significava libertà e non oppressione sovietica. Questa partecipazione alle prime lotte del movimento mi porta a conoscere tanta gente e a essere invitato ad alcune feste private. C'era uno del classico che oggi penso sia un noto avvocato che le organizzava ma non voleva invitare mai ragazzi dell'industriale, lo diceva in tono razzista. Si facevano i rivoluzionari di destra e di sinistra ma appartenevano ad una classe politica diversa. Col passare del tempo ero io che portavo le ragazze alle feste e sopratutto portavo quelle più carine. Primi amori, prime cotte e primi dispiaceri, mi stufavo dopo poco, era troppo facile far innamorare, no, un attimo il sesso di allora non era propriamente sesso sopratutto a 14 15 anni si trattava solo di baci. La mia classe, la prima B era sempre in prima fila nei cortei, eravamo noi il cordone iniziale. Ma c'era il nostro professore di Italiano che era sempre contrario agli scioperi ed è di lui che parlerò la prossima puntata. Mi ha insegnato molto quel professore del primo ragioneria, mi ha insegnato a capire le cose e a guardarle con un'ottica diversa. No, non era di destra, considerava lo sciopero come un'azione inutile, più vicino a Pasolini che al resto di noi. Quando poi alla fine dell'anno un mio compagno di un'altra classe venne bocciato lui mi spiegò perché era contrario. Capire quel punto di vista, farà capire del perché poi una parte del movimento abbia generato il mostro della lotta armata. Alla prossima per chi vorrà leggermi ancora.

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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