Una vita banale (parte ventiquattresima)
Russell Socialismo Anarchismo e Sindacalismo.
Iniziamo a ragionare sugli strumenti di lotta e sulle occupazioni. Si occupa il liceo Artistico a Pescara dove c'è un fermento politico particolare, mentre iniziano a formarsi gruppi al di fuori dello stesso Movimento Studentesco. Le riunioni del Movimento diventano sempre più frequenti e l'inchiostro del ciclostile macchia mani e maglioni. Quel ragazzino che ero studia la Guerra di Guerriglia, ma divora in poco tempo tutti i libri di Bertrand Russell e in particolare Socialismo, Anarchismo e Sindacalismo. Litigo con chi vuole fare le riunioni del Movimento Studentesco all'interno della sezione del PCI in via Campagna. Distribuisco i volantini davanti a scuola e quando c'è sciopero sono uno di quelli che formano il picchetto. Strani personaggi fuori da scuola mi osservano, mi guardano facendo finta di leggere il giornale. Non ci credo, penso di sognare non è possibile che qualcuno si preoccupi del ragazzino che ero allora. I fascisti si organizzano e iniziano a picchiare chi è a sinistra, mentre alcuni ragazzi del classico a loro volta preparano spedizioni e agguati. A Pescara iniziano a starci posti dove non si può andare e uno di questi sono i portici di Piazza Salotto. Portano occhiali Ray Ban e scarpe a punta, utilizzano le catene delle moto e spesso si coprono con i caschi. Che fare? Ragioniamo sulla rivoluzione, sulla possibilità di abbattere una società in cui non ci riconosciamo in modo violento. Nei cortei partono slogan che preannunciano anni di piombo."fascisti padroni per voi non c'è domani stanno nascendo i nuovi partigiani".C'è un senso romantico nelle cose, un senso di un sogno di cambiare il mondo. A Parigi nel quartiere Latino appare una scritta "corri compagno corri il vecchio mondo è dietro di te."Poi, una sera, tornando a casa trovo mia madre e mio padre preoccupati. Poche ore prima era venuto il maresciallo della stazione dei carabinieri a dire che sto frequentando brutta gente, che mi debbo dare una calmata che sono sempre io quello sta davanti a tutti. Mio padre è preoccupato, ma è un grande uomo e non mi obbliga a nulla ma io ho paura per il suo cuore e non vorrei essere io la causa di un infarto, il prossimo potrebbe essere fatale. Nell'inverno del 1969 muore un poliziotto di nome Annaruma, forse in quel momento inizia a cambiare il livello dello scontro. Mentre sto distribuendo volantini un fascista grande e grosso e mi strappa un manifestino dalle mani e mi provoca. Sono solo, nessun compagno vicino a me e quello mi avrebbe massacrato, mi salva la ragazza che era con lui e lo trascina via. Dopo un paio di giorni arriva la mazzata, espulsione da scuola per tre giorni. Questo vuol dire che perdo la borsa di studio e noi non siamo ricchi. Con me Cecco e un altro, ma solo io ho tre giorni gli altri solo un giorno.
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