Chiove
Pasqui Lettieri
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Non c’è cielo stamane, una sottile e fastidiosa pioggia dentro il grigio colore del tempo rumoreggia lentamente nella mente. Predomina il bianco e nero tra i pastellati colori di ogni casa. La nebbia copre ogni momento, la noia assale, morde il collo, tira giù l’ anima nei calzini. La palude della stasi ingoia ogni bracciata di pensieri, quali, come naufraghi cercano di raggiungere la riva delle idee; Neanche la nera bevanda aromatica del caffè riporta mi riporta a galla.
Respiro banalità. Sputo cerchi di fumo, sbuffo ascoltando note sterili che non vibrano sulle corde del sentire. Ogni pensiero nasce appassito, non odora, è molle, si dilegua ancor prima di apparire. Piove incessantemente nell’ agorà del tempo. Il ticchettio della pioggia sul tetto di casa scuote qualche breve emozione, mi allunga le mani nel cesto dei ricordi sepolti. Per avere compagnia, tiro fuori immagini scolorite dal tempo passato che conservo gelosamente nello scrigno dei ricordi. Sorride mia nonna, brontola il nonno seduto in cucina davanti a una frittata di uova. Corrono le immagini, riesco appena a distinguerle, evocate, salgono dal profondo come nuvole colorate per brevetempo, poi, svaniscono tra cerchi di fumo di sigarette aspirate. Non riesco a incollare le sequenze, le apparizioni, non riesco a rammendare gli spezzoni della pellicola. Ogni immagine ha una sua autonomia. Coriandoli di pensieri non colorati, si mescolano in questa soporifera giornata autunnale. Qualcuna immagine predomina la scena per breve tempo, poi, si smaterializza nel momento burlandosi del tempo. Ho noia perfino di me tra questo bianco sporco cielo e questi lunghi filamenti di pioggia che cadono precipitosamentesporcati dal tempo senza sole. Cessano di cadere per breve tempo, poi, riprendono a tambureggiare lentamente in una noia sequenza dentro al mio cuore. Ho freddo, ho noia di me, vorrei allontanarmi, sparire, non essere fino a quando non splende il giallosole.
Dint’’à cierti jurnate, quanno ‘ o cielo è nu lunzulo bianco spuorco’ e assaje curiuse, cè vulesse proprio nu poco ‘ e Mè,na ‘ ntecchia! Invece, aggio voglia ‘ e me cercà,pe’ dint’’è sacche, dint’’ò portafoglio e perfino dint’’è penziere ...Nun me trovo.’ O guajo è, ch’’è vote me ne vaco me lasse, nun m’ avviso, chiuro ‘ a porta e nimmanco me saluto.
Nun me trovo ...
Aggio voglia ‘ e me chiammà,
nun mme sento.
Ppe furtuna,
chianu- chiano, lentamente,
’e menu male,
po, accumpare all’ improvviso
nata vota ‘ a mmè stesso,
’e vvote sula ‘ a tarda notte,
senza da spiegazione.
Addò si state, nun mm’ e rispongo.
Addò si state, nun mm’ e rispongo.
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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
L'autore
Pasqui Lettieri
La bellezza dell’essere sta nella tolleranza, nella comprensione, nella fiducia, nell’accettare il diverso che dentro di noi muta. Nel porre soprattutto ogni giorno, fiducia alla vita. Sono sempre interessato a quello che accade dentro di me, sin da piccolo, in particolare a come rotolano le biglie sul tappeto ver
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