Passatempo
Pasqui Lettieri
219 racconti pubblicati
+ Segui
Non so cosa cerco nel silenzio lontano da tutti o
nel buio del cielo costellato di stelle.
Qualcosa di sicuro voglio trovare che è sepolto in
me per aprire una nuova porta …
Ho voglia di uscire dall’ utero di pensieri sterili
che ruotano nell’ orbita della coscienza senza
apportare acqua, voglio strade nuove;
Una chiave!
Un indizio che lega il tutto al perchè, al percorso
dell’ esistere su questo pianeta che tutti
chiamiamo terra.
Nel profondo del mare, nel profondo del dentro
trovare acque antiche che
hanno bagnato sedimenti la vita.
Di questo ho bisogno, di acque sane,
incontaminate, che hanno reso invincibile la
radice dell’ uomo, negando, sfuggendo alla
morte creata poi col tempo dall’ uomo stesso.
Sconvolgendo la prima parola dell’ esistere:
“ La vita “
E’ come stessi seduto, sdraiato dentro di me
a leggere il libro perfetto per trovare
il vero senso dell’ inizio della storia.
L’ asta della bandiera, la prima pietra,
la prima lettera, il primo seme,
il movimento sospinto dal vento.
Dentro le pieghe del volto di mia Madre cerco
quello che ancora resta della coesione e della
radice dell’ essere uomo.
L’ unione che lega lo spirito e non il profitto di
alcun genere pratico o emotivo che esso sia.
A volte capita, nel passeggiare con Lei, mentre ci
inoltriamo nello splendito scenario naturale del
golfo, respirando sale di mare, noto smorfie di
sorriso sul suo viso;
queste, mi rallegrano.
E’ come osservare la nascita di un fiore,
la prima rosa, la violetta selvatica,
il papavero che balla sospinto dal vento.
Ricordo così, accarezzato dal vento salino,
“ Il primo bacio, la prima comunione "
Il passaggio dentro al cunicolo adolescenziale:
" La vita "
La presa alla Bastiglia, la testa del drago,
la pricipessa salvata, liberata dal tiranno,
portata via dalla prigione del castello.
L’ eroe …
Gli amori che si sono succeduti come le
primavere, gli odori delle piante che
partoriscono fiori e sogni, quali, come rondini
volavano nel cielo azzurro senza fine
dell’ immaginazione.
Le immagini indelebili dei primi baci, i primi
approcci al senso del comune, dello stare
insieme, il sognare a occhi aperti
per lungo tempo,
un eden fatto di alberi senza mele.
Le prime sigarette fumate di nascosto
credendo di essere
uomo nel gesto stupito e dannosola catena,
l’ atavica cronologia della spece per
attraversare il deserto creato dagli uomini stessi
per nascondere il filo che conduce al
tutto.
Al giardino della poesia.
Ai colori.
Dove ogni fiore è una vocale,
ogni foglia una consonante.
Dove gli alberi sono colmi
di buoni pensieri,
senza il frutto della mela.
Dolci e mai amari. Si raccolgono certezze. C’è una porta in noi. Ne sono convinto, dove possiamo spogliarci di ogni ipocrisia Si apre con mano leggera, si attraversa sorridendo. Non c’ e custode. Il prepotente di noi non ci può entrare. La strada è corta e lunga. Non c’ e indirizzo. Nemmeno un numero civico. Non si bussa ... Si entra assaporando il panino del silenzio. Si baciano sirene in fondo al mare, si accarezzano stelle nell’ immenso cielo. Tra il mare e il cielo c’è poca differenza.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
ⓘ
I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
L'autore
Pasqui Lettieri
La bellezza dell’essere sta nella tolleranza, nella comprensione, nella fiducia, nell’accettare il diverso che dentro di noi muta. Nel porre soprattutto ogni giorno, fiducia alla vita. Sono sempre interessato a quello che accade dentro di me, sin da piccolo, in particolare a come rotolano le biglie sul tappeto ver
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento su questo racconto. Se ti va, scrivi il primo!
