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Ragazzi 13 aprile 2015 · lettura 4 min · 1386 letture

Una gita nel prato

Clelia Maria Parente 57 racconti pubblicati
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Era un bel sabato assolato di primavera e visto che a scuola non si andava

una bimba di nome Sara telefonò al suo amichetto Valerio per dirgli se

voleva andare con lei a giocare nel prato.

Valerio chiese il permesso alla mamma e accettò l'invito della sua amica.
  Dopo essersi preparati e fatta la colazione, presero le biciclette e pedalando
sotto il tiepido sole del mattino arrivarono nel prato più vicino alle loro case,
  dove incontrarono altri amici, che già stavano giocando a palla. Poggiarono le loro bici accanto ai tronchi degli alberi e si unirono a giocare
  con i loro amici. Mentre giocavano furono spaventati da uno sparo: era un cacciatore,
che andava a caccia di lepri. Il cacciatore, stanco di rincorrere una lepre si sedette su un sasso grande e
  si mise a mangiare un panino dopo aver poggiato il suo fucile appeso a un
ramo di un albero. Valerio furbetto, piano piano, prese il fucile e lo nascose lontano.
  Quando il cacciatore, finito il suo desinare, si girò per riprendere il suo fucile,
  non lo trovò più e agitato cominciò a guardare fra i rami degli alberi lì vicino. Intanto i bambini erano felici, avevano salvata la lepre. Nel prato erano sbocciati moltissimi fiori di campo: le timide viole, i ridenti ciclamini,
  le belle margheritine dalle corolle bianche e gialle, le roselline bianche, rosa, rosse
  e gialle, le tenere pervinche giallo pallido, i fiordalisi di un azzurro chiaro come il cielo
  sereno e tanta, ma tanta erbetta verde a varie sfumature. I bimbi con i fiori fecero dei bei mazzetti profumati da regalare alle loro mamme. Il tempo era trascorso e il sole scottava di più, così pensando che era ora di pranzo
  i bambini presero ciascuno la loro bicicletta e pedalando si avviarono verso casa. Anche il cacciatore, ritrovato il fucile, tornava a casa un po' deluso di non aver preso
  la lepre, ma contento di vedere tanti bimbi allegri, che lo salutavano da lontano
sventolando i loro mazzetti di fiorellini colorati fra le loro mani.
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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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«La primavera, si sa, è una stagione di rinascita della natura e reca gioia per tutti, ma per i bambini ancora di più. Essi ritrovano l'allegria di uscire e giocare all'aperto, di prendere il sole, di raccogliere i fiori e di correre spensierati nei prati e nei campi.»

L'autore
Clelia Maria Parente

Mi presento. Sono Clelia, sposata serenamente e con una figlia, vivo a Roma dove esercitavo l' amata professione di insegnante. Dal carattere allegro, gioviale e sensibile, solare a detta di amici e conoscenti, ho sempre amato la poesia e con essa convivo in tutte le mie situazioni di vita, dalle più allegre fino al

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