Una gita nel prato
Clelia Maria Parente
57 racconti pubblicati
+ Segui
Era un bel sabato assolato di primavera e visto che a scuola non si andava
una bimba di nome Sara telefonò al suo amichetto Valerio per dirgli se
voleva andare con lei a giocare nel prato.
Valerio chiese il permesso alla mamma e accettò l'invito della sua amica.Dopo essersi preparati e fatta la colazione, presero le biciclette e pedalando
sotto il tiepido sole del mattino arrivarono nel prato più vicino alle loro case,
dove incontrarono altri amici, che già stavano giocando a palla. Poggiarono le loro bici accanto ai tronchi degli alberi e si unirono a giocare
con i loro amici. Mentre giocavano furono spaventati da uno sparo: era un cacciatore,
che andava a caccia di lepri. Il cacciatore, stanco di rincorrere una lepre si sedette su un sasso grande e
si mise a mangiare un panino dopo aver poggiato il suo fucile appeso a un
ramo di un albero. Valerio furbetto, piano piano, prese il fucile e lo nascose lontano.
Quando il cacciatore, finito il suo desinare, si girò per riprendere il suo fucile,
non lo trovò più e agitato cominciò a guardare fra i rami degli alberi lì vicino. Intanto i bambini erano felici, avevano salvata la lepre. Nel prato erano sbocciati moltissimi fiori di campo: le timide viole, i ridenti ciclamini,
le belle margheritine dalle corolle bianche e gialle, le roselline bianche, rosa, rosse
e gialle, le tenere pervinche giallo pallido, i fiordalisi di un azzurro chiaro come il cielo
sereno e tanta, ma tanta erbetta verde a varie sfumature. I bimbi con i fiori fecero dei bei mazzetti profumati da regalare alle loro mamme. Il tempo era trascorso e il sole scottava di più, così pensando che era ora di pranzo
i bambini presero ciascuno la loro bicicletta e pedalando si avviarono verso casa. Anche il cacciatore, ritrovato il fucile, tornava a casa un po' deluso di non aver preso
la lepre, ma contento di vedere tanti bimbi allegri, che lo salutavano da lontano
sventolando i loro mazzetti di fiorellini colorati fra le loro mani.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
ⓘ
I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
L'autore
Clelia Maria Parente
Mi presento. Sono Clelia, sposata serenamente e con una figlia, vivo a Roma dove esercitavo l' amata professione di insegnante. Dal carattere allegro, gioviale e sensibile, solare a detta di amici e conoscenti, ho sempre amato la poesia e con essa convivo in tutte le mie situazioni di vita, dalle più allegre fino al
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento su questo racconto. Se ti va, scrivi il primo!
