Il giorno che FORZA PARIS diventò FORZA PARIGI
La sede Nazionale del Partito Sardo D’ Azione in via Roma al N. 85, sotto i portici, ospitava la sezione: Titino Melis, si onorava d’ avere tra i suoi iscritti, Michele Columbu, Carlo Sanna, Bachisio Morittu ecc.. Con un vecchio ciclostile, veniva stampato il Forza Paris, arricchito dalla collaborazione di Michele Columbu, che un po’ si divertiva … Era il periodo della raccolta delle firme per la legge sul bilinguismo. L’ On. Umberto Cardia, ideologo del P. C. I. ebbe la malaugurata idea di definire i Sardisti, per le loro “ bellicose” idee, cacciatori di farfalle intorno ai Nuraghe. Michele scrisse subito un articolo dal titolo: PISTI PISTI PISTI SENTO ODOR DI SEPARATISTI. Tra le altre cose sosteneva: tutte le volte che l’ On. Cardia transita di fronte al mercato di san Benedetto, sentendo l’ odore del formaggio, urla disperato: aiuto c’è odore di separatisti! Neanche a dirlo, parecchi di noi premurosamente, si preoccuparono di mettere il FORZA PARIS nella sua cassetta delle lettere. Gian Giacomo Nieddu, dirigeva allora RADIO 24 ORE, invitò Michele Columbu e Umbero Cardia ad una trasmissione, un confronto in diretta dando la possibilità agli ascoltatori di intervenire. Mi organizzai, radunai un po’ di amici nella sede di via Roma, coinvolgendo mio figlio Andrea, dodicenne, il quale chiamò in diretta l’ On. Cardia chiedendogli: è vero che attraversando la statale 135, vede nel nuraghe LOSA, un gigante con cento teste e cento braccia, tale Giovanni Lilliu, che urla perché vuole uscire dal Nuraghe? Michele raggelò al pensiero che Umberto avesse letto il " raccontino"e avrebbe reagito, mi raccontò in seguito che pensava: finita la trasmissione, vado in sede e l’ ammazzo! L’ On Cardia si meravigliò, chiese ad Andrea come avesse avuto una simile notizia, lo letta- RISPOSE- letta? Dove mio caro puoi aver letto una cosa del genere? – Andrea- SU FORZA PARIGI! FORZA PARIGI? L’ On. Cardia si rivolse a Michele rammaricato di quanto i giovani fossero male informati, era necessario fare qualcosa…. Il tutto si svolse tra tecnici e Giangiacomo che avendo capito quello che stava accadendo, non riuscivano a non ridere. Sentii Michele salire le scale, gli andai incontro, si fermò un attimo a guardarmi in silenzio, poi esplodendo in una risata mi abbracciò pensando che fossi solo una sardista un po’ matta!
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