I want you!
Mi sveglio allo scoccar dell’ alba: come un boxeur suonato indosso il mio accappatoio in spugna (a righe bianche e verdi) mentre calzo, incerto, le mie pantofole in pelle sdrucite. Inforco gli occhiali, mi siedo e, così, mi preparo sul ring raccogliendo il mio book:
svendo abilitazioni, sdolcinando Master e Perfezionamenti comprati alle aste on- line,
arrogo B1: I speak English very well, DELFIZZO il mio improbabile francese,
biascico:“ Mi nombre es Candido Placido de Bragas”,
impacchetto il mio diploma di specializzazione del ’ 97 - “ Lo vuole in confezione regalo?” –
millanto crediti sportivi (mai stato a dieta),
scalfisco il mio salvadanaio demodé per un abito e cravatta (io uso maglioni tinta unita) mentre ripasso le soluzioni d’ improbabili equazioni cubiche
senza soluzione
conto le mie “ conoscenze” sulle dita della mano, orba di falangi da eccessivo uso di gesso bianco (e cassino)
arrivo a zero,
m’ immagino a surrogare titoli mentre demonizzo i miei antecedenti e conseguenti (reciprocamente),
prometto chimere sulle punta dei miei tacchi a spillo (poi, però, m’ accorgo dei mocassini neri),
rinnego tre volte il mio precedente re;
tesso le lodi del mio interlocutore in poltrona
che
mi guarda (da lì dietro) con un sorriso circonflesso (punto di massimo relativo)
- un po’ asimmetrico -
e
mi dice (fisso):
I want you!
Mi sveglio (tutto sudato): era solo un brutto sogno.
A volte, così docile, mi lascio cullare. Questo mutevole vento (che talvolta ritorna), mi trasporta, così lontano.
La bacheca del racconto
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Molto apprezzati stile ed ironia...bravo! (Lia)
Piacevole lettura! (Laksmi)
Difficile intreccio metaforico, bravo (Miknomi Luccio)
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