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Biografie e Diari 17 giugno 2015 · lettura 13 min · 1057 letture

Follie epatiche (2a parte)

Francesco Andrea Maiello 234 racconti pubblicati
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Non voglio, sì, per scienza,
ancora in coscienza,
per quegli incoscienti stadi,
passare a grado a grado
nella follia epatica
che, per sconosciute strade
dai maleodoranti olezzi
e tra spie impenitenti,
ti arreca tanto danno.

Le “ amorevolezze” no,

ma cosa introitar

per le cadenti membra?

Ma benedetto fegato,

pignolo precisone,

non metterti a far capricci

vedendo ovunque impicci

di falsi trasmettitori

perché, in un tozzo di pane,

finanche non puoi vagliare,

che proteine in più

ma cosa ci può stare.

E tra le altre cose,

non metterti a far le bizze

ché qualche fugace stipsi

la mente non può offuscar.

Tu, che da sempre il tramite

tra il monte e la valle,

concedi nuovamente ascesa

alla materna linfa vital

per quella miracolosa via

solerte ritentrice

d’ ammonio iniquità.

Non far che questa linfa

per arrivar al monte,

dopo travagliosi circuiti,

viziosi e snaturati,

vi giunga ancora impura

per irrorare i suoi fusti

e infin, per tremori e scosse,

ciò che verde era,

trasforma irriverente

in arsi e secchi arbusti.

Mamma mia cara,

pazzo nel tuo nome,

non più ti tormenterò

con firme e giochi vari,

ma non ti lamentar

per fiumi di sciroppo,

miracol di catarsi

e miscele nauseanti:

ancor altro non c’è.

Ma, pur tra tante pene,

non invocar più il nome

di un grande professore,

ché, con pousè e ed emblè e,

il mostro non si doma.

In mental cortocircuito

dopo troppe amare passioni,

per questo intricato impiccio

di mostri, iene e talpe,

per falsi trasmettitori

e con lesto incalzar di gradi

mio padre pur passò.

Ma lui, imperturbabile,

tra tanti intrighi perfidi,

in un batter di baleno

il cielo guadagnò.

 

 

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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L'autore
Francesco Andrea Maiello

Sono un medico di famiglia, scrittore di morale che considera l’anima una triplice coscienza: vigile, consapevole e morale. Più chiaramente l’anima è certezza di esistere (cogito ergo sum – CARTESIO), consapevolezza di amare (amo e sempre sarò – Maiello da PLATONE) ed eleganza di vivere con la coscienza morale (gnothi

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