40 lettori online · 355.923 poesie · 7.971 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Racconti Biografie e Diari
Biografie e Diari 24 giugno 2015 · lettura 12 min · 1125 letture

Follie epatiche (ultima parte)

Francesco Andrea Maiello 234 racconti pubblicati
+ Segui

E fu sì, con questo sfogo,

nel folle turbinì o

di tal letal pensieri,

che infin riconquistai

la mia viva coscienza.

Nel retro rivoltandomi

ancora io vedea

quell’ immane baratro

che a piè pari saltai

e che ad ogni mortal

è sempre alfin fatal.

Ed ancor tutto tremante

per quello strenuo salto

che tutto mi rallegro:

io, unico mortale,

di essere tornato infine

dagli irreversibili limiti

della follia epatica.

Che sempre ti fa stare,

solo tra te e te,

facendoti paventare

e mostri e spie e iene,

su per oscuri confini,

non ben delimitati,

che in ansia ti mantengono

con ritmi circadiani.

Perché tra ansiose notti

che il dì in parte spengea

e poi mi ritornava

con il calar del sole

l’ ansia ingravescente

che poi si approfondava

col buio della notte,

tornando le ansiose notti

che il cerchio completava.

In siffatti circuiti

la mente imprigionata

di tal pazza follia,

giammai si liberava

ed infin la pietà divina

di questo si turbò

e per quell’ immenso baratro

di nuovo mi buttò

di fronte a tante e sempre

di nuovo amorevolezze,

che lascian imperterriti alcuni,

talaltri fingendo fingono

almeno di assaporarle.

Ma il pazzo impenitente

tutte se le beveva,

procurandosi quel danno,

dianzi irreversibile,

da cui financo uscii

per superior bontà.

Or finalmente in me

nella mia primiera ragione,

come potrò in esse

mai più recidivare,

se al cor non si comanda

nel bene e nel cattivo;

per non vederle proprio,

da solo me ne andrò:

per valli, monti e cieli,

per laghi, fiumi ed oceani,

di nuovo correrò

sol dietro a quella sfera

di cuoio inebriante

ed ancor leggerò un libro,

capendo le parole,

perché si che questa è vita,

non certo le follie

dei pur passati dì.

 

 

💬 0
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
‹ Racconto precedente
Giulia: capitolo 5. Nuova vita
Racconto successivo ›
Birra, coca e mare
‹ Precedente di Francesco Andrea Maiello: Follie epatiche (2a parte)
Successivo di Francesco Andrea Maiello: L'anima della poesia, lezione per un critico letterario
L'autore
Francesco Andrea Maiello

Sono un medico di famiglia, scrittore di morale che considera l’anima una triplice coscienza: vigile, consapevole e morale. Più chiaramente l’anima è certezza di esistere (cogito ergo sum – CARTESIO), consapevolezza di amare (amo e sempre sarò – Maiello da PLATONE) ed eleganza di vivere con la coscienza morale (gnothi

Tutti i racconti →

Commenti (0)

Accedi per lasciare un commento.Accedi

Ancora nessun commento su questo racconto. Se ti va, scrivi il primo!