Primi ricordi
I miei ricordi si fermano ai bombardamenti della seconda guerra mondiale....ricordo vagamente grandi frastuoni ma sono come vissuti in un'altra vita... i miei primi veri ricordi di quell'epoca sono dei fotogrammi di camion (per me immensi) carichi di soldati neri (sicuramente americani) che sferragliavano su una strada polverosa. In mezzo a questi ricordi le mie due nonne, immense anche loro, donne che erano il mio punto di riferimento, che facevano tutto con volti che sembravano scolpiti nella pietra, (tranne quando mi rivolgevano il loro sguardo con un sorriso che per me era tutto) segnati dal tempo e dalle vicissitudini della guerra... il mio paese era stato bombardato ed era stato abbandonato dagli altri abitanti ed anche dai miei, le mie nonne e mia madre (ammalata di malaria e di conseguenza lei stessa un peso per loro), gli uomini... non c'erano... erano in guerra e di loro non si sapeva nulla. E loro, caricate un po' di masserizie per la vita quotidiana su di un carretto trainato da un mulo recalcitrante che mia nonna Vincenza faceva trottare a suon di "zotta" (la zotta era una sorta di frustino ricavato da un ramo sottile di salice che finiva in un cordino di crine di cavallo, che, agitato in aria con violenza e vicino alle orecchie del mulo in un certo modo, produceva uno schiocco che lo spaventava e di consguenza lo incitava a muoversi) si erano trasferite sulle montagne dietro il paese. I miei primi ricordi riguardano proprio quel periodo e si concentrano soprattutto sui volti di quelle due donne "immense", come le definisco io, infaticabili e forti dure come lo era la vita con loro. Al mattino mungevano le due caprette che s'erano tirate dietro legate con una cordicella per le corna al carro, poi mi davano un po' di quel latte ancora caldo e ne bevevano pure loro. Era buono, ricordo solo questo e non sempre riusciva a saziarmi .... ma era buono. A distanza di anni ... tanti, rivedo qualche volta quelle scene di vita campestre, loro che si muovevano nell'aia di quella vecchia casa abbandonata che condividevano con altre donne del paese ed in cui avevano sistemato le nostre cose, le galline che razzolavano di qua e di là, ed un gallo che ogni mattina prima che venisse fuori il sole ci svegliava tutti con il suo chicchirichì stentoreo e fastidioso.
La bacheca del racconto
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Bellissimo racconto.... (alias Marina Pacifici)
che mi ha ricordato i romanzi della Deledda. (alias Marina Pacifici)
Ciao Rasi, un caro saluto da me e da Lorenzo. (alias Marina Pacifici)
Stranamente posso scrivere nelle prose, per cui ti (ex Lorenzo Crocetti)
saluto nei "commenti" (ex Lorenzo Crocetti)
Commenti (1)
Ti posso salutare anche personalmente, dal momento che, strano davvero, mi è consentito scrivere nelle "prose". Si vede che sono "pericoloso" solo per le poesie. <br/> Mi compiaccio per questo tuo scritto, veramente elegante e piacevole, intriso nelle lontane, ma vivide, memorie dell'infanzia.
