L'addio dei pastori
Avevano seguito la stella, i pastori, attraversando il deserto, guidati da quel raggio di luce, nel cielo notturno di Palestina.
Un piccolo Re, fragile, nudo, li aveva incantati col suo accorato vagito.
Per giorni e giorni attesero i Magi d’Oriente coi doni all’infante.
Per notti e notti scrutarono in cielo la magica stella, che pian piano sbiadiva.
All’alba del dodicesimo giorno compresero che né oro, né incenso, né mirra sarebbero giunti a quel bimbo gemente.
Ripresero dunque il cammino, i pastori, convinti che quello non fosse il Re che cercavano.
Ogni dodici lune la stella si presentava nel cielo di Palestina.
Ricominciavano il viaggio, i pastori, guidati dalla fulgida luce.
Di nuovo quel vagito li chiamava a raccolta.
Ogni dodici lune giungevano a piedi attraverso il deserto, i pastori, per attendere i Magi coi doni.
Avrebbero continuato a scrutare il cielo fino a quando, finalmente, da Oriente li avrebbero visti arrivare.
Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor
La bacheca del racconto
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Chi si ferma all'apparenza sbaglia. Testo bellissi (Raggioluminoso)
Un po' triste ,ma molto ben narrato!! Grazie!! (Vivì)
bello! (radicedi64)
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