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Fantasy 29 agosto 2010 · lettura 8 min · 1756 letture

Ecco fatto il becco all'oca

Nemesis 5 racconti pubblicati
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“Ecco fatto il becco all’oca… Mi risuona nelle orecchie l’antica filastrocca.
Ecco fatto.
Ho finito.
L’idea, come una fiammella… Appena accennata… Poco meno di una scintilla, si annidava nel profondo della mente, poi, a poco a poco, si è sviluppata e il cuore l’ha nutrita.
Si è servita della ragione giusto quanto bastava, prendendo in prestito dalla geometria solo due punti: l’inizio e la fine di un segmento.
Incomincio sempre così: non me ne accorgo, ma è sempre lei, l’idea, che s’impossessa di me.
Mi prende per mano e mi guida.
Per ore e ore, giorni e giorni, settimane e settimane, non dormo, non penso ad altro, non ho fame.
Brucio per l’ansia di vedere il prodotto finito, il risultato che il mio spirito sta elaborando, più in fretta della ragione e della stessa fantasia.
Occhi sgranati, narici dilatate e respiro rarefatto.
Stomaco chiuso, salivazione zero e pelle d’oca.
Sssttt! Silenzio, silenzio: SILENZIO!
Solo ogni tanto, una leggera sensazione di rigidità alla schiena mi fa capire di esistere ancora e che, nonostante la mia immobilità, il tempo continua a scorrere. Tic Tac Tic Tac...
Non m’interessa se sarà un’opera d’arte, né se sarà migliore della precedente…
Non cerco il consenso.
Sono solo egoista, possessivo, presuntuoso.
Ecco fatto il becco all’oca…
Ecco fatto.
Anche questa volta è finita.
Ora ho solo voglia, di urlare, di liberare tutta la tensione accumulata, prima di compiere l’ultimo gesto: tagliare il cordone e affidare la mia creatura al mondo... prima di socchiudere la porta dell’anima, giusto uno spiraglio, per lasciarla andare, perché possa parlare di me, perché possa raccontare l’esaltazione e la passione, il dubbio e l’incertezza…
Perché in origine era una retta… senza principio, né fine…
Oppure una spirale, che, dal cuore dell’universo, chiedeva soltanto di espandersi senza sosta…
Le ho ingannate tutte, promettendo di non farle mai nascere, di conservarle per sempre dentro di me, per l’eternità, invece le ho ingabbiate, le ho condannate alla mortalità, ho confezionato loro un bell’abito e me ne sono liberato… abbandonandole al loro destino…
Ecco fatto il becco all’oca…
Ora me ne sto qui, completamente esausto, svuotato di ogni energia, impoverito, orfano, senza figli!

Ogni volta non vedo l’ora di regalare al mondo le mie creature, poi soffro e mi dispero della mia solitudine…
Perché?
Perché questo senso di colpa per averle perse, di nostalgia per l’esaltazione durante la creazione, d’insoddisfazione pensando che avrei potuto fare di meglio?
Perché quest’assurda gelosia per non esser più soltanto mie?
Ora improvvisamente mi accorgo di avere sonno.
E fame.
Mi bruciano gli occhi e la penombra del crepuscolo mi accoglie, mentre il basilico esalta la sua fragranza e mi ringrazia per quelle gocce salate che l’hanno rinfrescato, mentre mi avvicinavo a respirarne l’aroma…
Sento freddo e mi copro le spalle, mentre addento una pesca matura, che mi lascia tracce di succo tra le dita… E poi la Musica, finalmente… ritorna… la Musica… come la prima volta… quando quelle stesse gocce salate hanno danzato sul mio volto senza tempo…
Ecco fatto il becco all’oca.
Ora potrò riposare.
Mi distenderò su candide lenzuola e mi addormenterò…
Forse qualcuna delle mie creature mi arriverà in sogno a tenermi compagnia, cantandomi la ninna nanna nella lingua del cuore…”
Mentre Dio riposava, nel profondo della notte silenziosa, tra le stelle che illuminavano il firmamento, improvvisamente balenò una fiammella, appena accennata… poco meno di una scintilla…

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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L'autore
Nemesis

Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor

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Commenti (5)

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Anna Elvira Cuomo29 agosto 2010

bello! sai cosa ci vedo io? me... noi quando ci prende quella febbre ansiosa della creatività; è davvero tutto come da te descritto, ogni parola, le nostre piccole creature che non vogliamo "mollare" bimbe sole per il mondo in cerca d'attenzione (loro... o noi) Brivido di piacere nel leggerti. <br> bbbbbbbbbbbbbbbbbrrrrrrrrrrrrrrrrrrr

G
Giunone Giove30 agosto 2010

Una fantasia con molto di realtà... Quella scintilla che ti prende e non ti lascia in pace fino a finire quell'idea che ti prende la testa, l'animo, la forza... che ti fa diventare ansioso e chissà anche un può matto davanti a quelli che ti guardano e non riescono a capire perché sei cosi. Ha ragione Anna: "da brivido"

Francesco Luca2 settembre 2010

molto bello... l'ho letto e riletto e devo farti i miei complimenti

Berta Biagini4 settembre 2010

Fantasia e realtà si danno la mano in questo piccolo capolavoro che non vuol perdere un secondo per arrivare dritto alla fine - a volte la gatta frettolosa fa i gattini ciechi, ma in questo caso tutto è andato a meraviglia.

Salvatore Ferranti28 settembre 2010

mamma mia, zia Nemesis, questo racconto è straordinario! <br> mi ha affascinato. <br> una prosa, la tua, davvero di grande livello.