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Biografie e Diari 30 agosto 2016 · lettura 11 min · 1105 letture

Fantasie biografiche (6a parte)

Francesco Andrea Maiello 234 racconti pubblicati
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Adesso ritornando al sesso (la lingua batte dove il dente duole!), sulle reminiscenze etiche di mia nonna Rosina (mi inibì il sesso sin dalle fasce) e sull'esperienza di Isaac Newton (fece voto di castità per preservare l'ispirazione), a me in tema altro non resta che Il sesso in versi e La centralina del sesso.

 

IL SESSO IN VERSI

 

Il sesso è bello

quando la morale vuole,

la coscienza non duole

e la legge vola.

Soltanto questo

è ciò che vale

per un mondo migliore.

Lo realizzeranno

i nostri giovani

con il fanatismo

del solo amore.

E' il sesso cosciente

che trasmette la vita

enfatizzando l'amore

e tramanda la specie

nel modo migliore.

Sarà così bello vivere

sublimando l'amore

con l'apoteosi dei sensi

tra il sentore delle poesie,

il sensore delle carezze,

il sapore dei baci,

l'odore degli umori

e il colore degli occhi

da cui trasparirà l’ anima

con il suo pudore.

Indi, da questa pilotato,

sarai in un lampo traghettato

al cospetto del Sole divino

e in questo immacolato candore

sarai rapito nell'incanto

dell'estatica contemplazione.

Siamo all'apice supremo

dell'umana conoscenza

che, scalando i gradi,

passa per quattro stadi,

dal grigiore del cogito

allo splendore della ragione

e dal bagliore dell'intelletto

al fulgore della sapienza.

Con questa illuminata guida

conquisterai il genoma eccelso

e inizierà il vero progresso

con il paradiso terrestre sin d'ora

all'alba della nuova aurora.

 

 

LA CENTRALINA DEL SESSO

 

Nel buio vagando

alla ricerca dell'io,

d'emblè un lampo

mi indicò la via.

Con l'animo deluso

e la mente confusa

infin mi ritrovai

in un complesso cerebrale,

vera centrale nucleare,

ove origina la vita.

Qui sorge l'amore

con la fedele ossitocina

che partorisce la vita

sul talamo nuziale,

un dì letto matrimoniale

ora corredo banale.

Quassù nasce anche

la fatal vasopressina

che stringe le arteriole

nella sua morsa finale

e da perfida adiuretina

con la sua acqua gelida

spegne, infin, la vita cellulare

ma non la fiamma spirituale.

Siamo all'ipotalamo,

cabina di pilotaggio

dell'umano viaggio

e sul pannello dei comandi

lampeggia la centralina del sesso,

da tempo saltata in aria, così

che, senza porta d'accesso,

ormai è un fetido recesso.

E' questo allora il momento

di risvegliare il pudore

di cui non si ha più sentore

per far risplendere la morale

agli occhi dei nostri figli

contro il mercato sessuale

ed assurde mode bestiali.

 

 

Ora se per le sue problematiche sessuali Sigmund Freud rifiutò l'aiuto psicoanalitico del suo allievo Jung, per quanto mi riguarda, in tema di defaillances sessuali, mi sono rivolto a mio nipote urologo nonché, guarda il fato che ti combina, esperto andrologo cresciuto alla corte dell'emerito professor Mirone e, pertanto, capita a fagiolo:

 

LO SPECIALISTA DEL SESSO

 

Nacqui buffone

e già calciatore

mi ritrovai nel pallone,

divenni poi un esaltato

con il calcio giocato,

sempre avvezzo

ad ogni tipo di scherzo.

Da una strana malattia,

una tal encefalopatia,

dapprima provato

indi toccato,

per sorte avversa

fui medico per fato

e, da forzato,

in medicina non mi sono

mai aggiornato.

Come medico, pertanto,

specialista di niente,

sono appena decente

per buona coscienza,

valgo davver poco

e non pretendo niente.

Ma ben fantasticando

alfin di sopravvivere

a troppi patimenti,

per eccelsa trama

sono il pilota dell'anima,

per dolce fato

il poeta dell'amore

e per bontà divina

il cantore della vita.

In virtù di tanto,

se vengo deriso,

me la prendo soltanto

in nome e per conto

dello spirito che rappresento.

E così fu per mio nipote,

avvenente urologo

e specialista del sesso

alla scuola di un tal Mirone,

che appena profferì

di non rompergli l'anima

con solite poesie,

non ci vidi più

e d'allor con me

non gioca più.

Caro nipote,

io non so scrivere

romanzi d'amore,

non sono all'altezza

di Eco e Ammaniti,

emeriti scrittori

e tuoi autori preferiti.

Tuo zio, purtroppo,

non ha fantasia

ma solo tanta follia,

perché avvezzo allo spirito

e poco incline alla materia.

Con le mie scritture, però,

d'ora in avanti

mi seguiranno in tanti

sulla scala della conoscenza,

laddove (impara a tacere!)

il corpo è il fantasma della materia

nel grigiore del cogito,

lo spirito è il fantasma del corpo

nello splendore della ragione,

l'anima è il fantasma dello spirito

nel bagliore dell'intelletto,

la Luce è il fantasma dell'anima

nel fulgore della sapienza

e la Verità è il fantasma della luce

nel candore della contemplazione.

 

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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L'autore
Francesco Andrea Maiello

Sono un medico di famiglia, scrittore di morale che considera l’anima una triplice coscienza: vigile, consapevole e morale. Più chiaramente l’anima è certezza di esistere (cogito ergo sum – CARTESIO), consapevolezza di amare (amo e sempre sarò – Maiello da PLATONE) ed eleganza di vivere con la coscienza morale (gnothi

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